Napoli Network - Il Forum sul Calcio Napoli
Il primo Forum sul Calcio Napoli!

Basket

0 Utenti e 1 Visitatore stanno visualizzando questo topic.

Basket
« Risposta #30 il: 16 Maggio, 2012, 16:18:37 pm »
I Bulls sono intenzionati a gestire con estrema attenzione il recupero di Derrick Rose: possibile, dunque, rivederlo in campo ben dopo i 6 mesi canonici per l\'operazione al crociato. Nel frattempo, è stata esercitata l\'opzione per il rinnovo di coach Thibodeau per la prossima stagione
 
 
 
 
 
 
 
L\'intervento chirurgico di ricostruzione del legamento è riuscito alla perfezione, ma Chicago vuole gestire con estrema cura il recupero di quel ginocchio che l\'ha resa la quinta testa di serie numero 1 della storia eliminata al primo turno della post-season. In linea teorica, Derrick Rose potrebbe tornare in campo fra sei mesi in una condizione fisica quantomeno decente, ma i Bulls potrebbero anche allungare a 8-12 mesi il tempo di recupero per evitare il rischio di ricadute: in quest\'ottica, il playmaker di Chicago potrebbe saltare l\'intera prima metà del prossimo campionato o, nel caso peggiore, tutta la prossima stagione.
"Per un atleta del calibro di Rose - ha spiegato Brian Cole, il chirurgo che ha effettuato l\'operazione - i tempi per il completo recupero potrebbero essere più lunghi del previsto. Tra un anno sarà sicuramente in grado di giocare ad altissimo livello, ma per tornare a vedere lo stesso Rose del pre-infortunio, credo sia necessario un po\' di tempo in più. Nei primi giorni era triste, ma ora lo vedo molto più sollevato, e questo è importante: la componente psicologica è fondamentale nel processo di recupero. Da un punto di vista prettamente fisico, non ci sono motivi per cui un atleta non possa tornare allo stesso livello di prima dopo un\'operazione al crociato: il problema, piuttosto, è mentale. Rose dovrà riprendere gradualmente confidenza con il ginocchio operato, fino a quando acquisirà quella sicurezza necessaria per tornare a fare, sul parquet, gli stessi movimenti che ha sempre fatto in passato, senza paura".
Comunque vada, Rose ritroverà al suo rientro coach Thibodeau sulla panchina: i Bulls hanno esercitato l\'opzione di rinnovo per la prossima stagione e presto intavoleranno una trattiva per prolungare ulteriormente l\'accordo. Nelle due stagioni in cui ha allenato Chicago, Thibodeau ha un record di 112-36.
E assieme a coach T. rinnova anche Rick Carlisle: nonostante l\'uscita al primo turno della post-season contro i Thunder, il tecnico dei Mavs ha prolungato per altre quattro stagioni. Subentrato nel 2008 ad Avery Johnson, Carlisle ha un record di 198-114 in regular season, si è sempre qualificato ai playoff e ha messo in bacheca l\'anello nella scorsa stagione.
« Ultima modifica: 16 Maggio, 2012, 16:19:05 pm da SPIRITO »
LOTTA SUDA E VINCI...SOLO ALLORA MI CONVINCI.

Basket
« Risposta #31 il: 18 Maggio, 2012, 21:20:10 pm »
I Miami Heat sono sconfitti 94-75 in gara 3 da Indiana che sale 2-1 nella serie delle semifinali di conference: malissimo Wade, fa poco meglio LeBron James ma non basta. Nella Western Conference, invece, altra prestazione convincente degli Spurs contro i Clippers: San Antonio vince 105-88 e sale 2-0






 
Indiana Pacers-Miami Heat 94-75 (Serie sul 2-1 Indiana)
Seconda sconfitta consecutiva e sorpasso subito nella serie delle semifinali di conference per gli Heat di LeBron James in occasione di gara 3 contro Indiana. Il Prescelto, che fissa il parquet a fine partita stremato in panchina al termine di una gara che ha visto Miami inseguire dall\'inizio del secondo quarto in poi, fotografa benissimo una situazione che vede gli Heat in difficoltà nel possesso palla per via dell\'assenza di Bosh. I Pacers si dimostrano molto più squadra: 20 punti per George Hill, ma mvp della partita è senza ombra di dubbio Roy Hibbert, con una doppia doppia da 19 punti e 18 rimbalzi. Diciassette fondamentali punti arrivano da Danny Granger, mentre chiude con 14 David West. Dall\'altra parte James chiude con 22 punti, 7 rimbalzi e 3 assist, mentre Wade - prestazione decisamente sottotono - si ferma a 5 punti. "Se può giocare meglio di così? - viene chiesto a LeBron in riferimento all\'opaca prestazione del compagno -. Direi proprio di sì. E\' uno dei giocatori più forti del mondo, non può essere contento di se stesso".
San Antonio Spurs-LA Clippers 105-88 (Serie sul 2-0 San Antonio)
Attenzione agli Spurs: quest\'anno fanno paura. San Antonio vince anche gara 2 delle semifinali di conference contro i Clippers e salgono 2-0 nella serie. Nel giorno del suo 30esimo compleanno, a fare la differenza è Tony Parker, con il francese che è decisivo nell\'economia dell\'incontro grazie ai suoi 22 punti e 5 assist. Limitati da una condizione fisica precaria, i Clippers faticano tantissimo a prendere le misure a San Antonio, che invece tiene il campo come meglio non si potrebbe e punisce - oltre che con Parker - anche con Duncan (18 punti, 5 rimbalzi e 3 assist), Diaw (16), Green (13) e Ginobili (10), tutti in doppia cifra come il francese. "Cosa vi devo dire? - spiegherà poi Parker a fine partita -. Più invecchio, più migliore". Per i Clippers, che chiudono con il "ventello" di Griffin e i soli 10 punti di un Chris Paul evidentemente limitato da un fisico non in perfette condizioni, la sensazione è che la serie sia già finita.
LOTTA SUDA E VINCI...SOLO ALLORA MI CONVINCI.

Basket
« Risposta #32 il: 19 Maggio, 2012, 09:54:59 am »
I Lakers tornano in corsa battendo 99-96 Oklahoma guidati da un monumentale Kobe Bryant. Philadelphia pareggia la serie con Boston vincendo 92-83 gara-4

 
 
 

 
 
 
 
 
LA LAKERS-OKLAHOMA 99-96 (serie 2-1 OKLAHOMA)
Il Mamba morde ancora. Un risveglio imprevedibile, ma necessario. Una prova maiuscola che scuote i Lakers e feriscono nell\'orgoglio Oklahoma fino ad oggi avanti 2-0 nella serie delle semifinali di Conference. Kobe Bryant è tornato, nella gara più importante della stagione si carica la squadra sulle spalle e la trascina fondamentale che riapre completamente i giochi. Allo Staple Center di Los Angeles, il fenomeno gialloviola colleziona uno score da 36 punti (18/18 ai liberi), 14 dei quali realizzati addirittura nell\'ultimo e decisivo quarto. Mostruoso. Prestazione pazzesca che finisce anche per oscurare il solito Kevin Durant (31 punti) questa volta schiacciato da Bryant e incapace di piazzare l\'affondo decisivo per affossare i Lakers e lanciare i Thunders in finale. Tutto riaperto. Ora comincia il bello.
PHILADELPHIA-BOSTON 92-83 (serie 2-2)
Tutto riaperto nell\'altra semifinale di Conference con Philadelphia capace di riacciuffare Boston grazie a una grande prestazione corale. Male, malissimo, i Celtics: disastrosi a rimbalzo, sterili in attacco. E non bastano le scuse di Garnett a fine gara ("Peccato. Abbiamo perso semplicemente perché abbiamo fatto male negli ultimi quattro, cinque minuti..."). Vero, ma non del tutto. Alle chiude la serata con appena 5 punti, mentre lo stesso Garnett ne colleziona solamente 9. Così non bastano i 24 messi a segno da Paul Pierce. Pochino. Cifre povere, soprattutto se confrontate con quelle dei Sixers che porta ben cinque uomini in doppia cifra e sfrutta al meglio i rimbalzi (52 a 38). Serie in parità, con la prossima sfida a Boston.
« Ultima modifica: 19 Maggio, 2012, 09:55:29 am da SPIRITO »
LOTTA SUDA E VINCI...SOLO ALLORA MI CONVINCI.

Basket
« Risposta #33 il: 20 Maggio, 2012, 09:46:44 am »
San Antonio Spurs e Okhlahoma City Thunder vincono entrambi allo Staples Center di Los Angeles: niente da fare per Clippers (sotto 3-0) e Lakers (sotto 3-1), ora vicinissimi all\'eliminazione

 
 
 

 
 
 
 
 
Non è stato affatto un buon sabato sera per le squadre di Los Angeles, entrambe battute e ora sull\'orlo del baratro...
LOS ANGELES CLIPPERS-SAN ANTONIO SPURS 86-96 (serie sullo 0-3)
Ormai è ufficiale: nulla può piegare questi Spurs, nemmeno uno svantaggio di 24 punti: il 96-86 raccolto allo Staples Center nell\'ennesima partita pazza dei Los Angeles Clippers, sa di grandissima squadra. Una squadra capace di vincere tutte e sette le partite dei propri play-off, riuscendo nella rimonta contro una franchigia, i Clippers, che di rimonte se ne intende, ma che evidentemente non è riuscita a imparare da esse. Una partenza shock per gli Spurs, sotto 33-11 nel primo quarto e apparentemente non in grado di fermare lo scatenato Griffin, autore in totale di 28 punti e 16 rimbalzi. A volte basta poco però: ad esempio, un cambio di marcatura. Tim Duncan alza un sopracciglio e fa "Lo prendo io". E\' lì che inizia la partita vera di San Antonio: 19 punti, 13 rimbalzi e 4 assist per il lungo 36enne, di cui sembravano essersi perse le tracce e invece eccolo a fare l\'MVP. Tony Parker ne aggiunge 23 e una difesa asfissiante su Chris Paul, tenuto a 12 punti e 11 assist, anche grazie ai raddoppi continui dei texani. 3-0 e serie "in saccoccia"? Nessuno è riuscito mai a ribaltare questo parziale. "Se non giochiamo con il massimo dell\'impegno e della concentrazione, non andrà mai bene", ricorda Griffin. Gregg Popovich sorride: questi sono Spurs che andranno fino in fondo.
LOS ANGELES LAKERS-OKHLAHOMA CITY THUNDER 100-103 (serie sull\'1-3)
Rimaniamo allo Staples Center, che viene ricolorato e rimodellato per la partita che segue, quella dei Lakers e i Thunder, ma il risultato non cambia: sono gli ospiti a fuggire da LA con la partita che potrebbe anche voler dire "serie finita". Come in gara-4, i Thunder attendono i minuti, anzi i secondi finali per ribaltare le sorti di un incontro che il solito Kobe Bryant, 38 punti, 8 rimbalzi e 5 assist, sembrava aver già indirizzato verso i colori gialloviola: Russell Westbrook segna 10 dei suoi 37 punti nel quarto periodo, mentre il suo compare Kevin Durant ne aggiunge 31, di cui gli ultimi 3 a 13 secondi e spiccioli dalla sirena finale, con una tripla che ha dello stordente. Sotto di 13 a 8\' dalla fine, i Thunder hanno dimostrato forza e carattere, rimettendo in piedi il match e mettendo un piede e mezzo nella finale della Western Conference, ancora una volta. "Tutti hanno lottato - dice Westbrook - tutti hanno creduto nel lavoro dei compagni. Sono i playoff: non ci si può semplicemente fermare e vedere che succede, bisogna dare tutto". I Lakers si possono mangiare le mani per non averla chiusa: oltre a Kobe, ci sono i 18 punti con 9 rimbalzi di Andrew Bynum, i 14 punti di Metta World Peace, ma Gasol è deludente (10 e 5). E\' dello spagnolo il passaggio "molle" che permette a KD di recuperare e zittire lo Staples Center con la "bomba" decisiva: stordente, come detto.
« Ultima modifica: 20 Maggio, 2012, 09:47:40 am da SPIRITO »
LOTTA SUDA E VINCI...SOLO ALLORA MI CONVINCI.

Basket
« Risposta #34 il: 22 Maggio, 2012, 15:13:01 pm »
Oklahoma City stende LA con un 106-90 che vale la finale di Western Conference contro i San Antonio Spurs; i Celtics vincono 101-85 gara-5 contro Philadelphia e ottengono il "match-point"






 
Un Kobe Bryant da 42 punti non basta ai Los Angeles Lakers per avere la meglio su Oklahoma City in gara-5. E, di conseguenza, arriva la dolorosa eliminazione dei gialloviola. Tutto bene, invece, per i Celtics, che sfruttano il fattore campo e stendono i 76ers conquistando il match-point per chiudere la serie.
OKLAHOMA CITY THUNDER-LOS ANGELES LAKERS 106-90 (serie chiusa sul 4-1)
Seconda finale di Western Conference consecutiva per i Thunder, che arrivano all\'atto decisivo con il vento in poppa dopo un roboante 4-1 ai danni dei Lakers. Gran serata per Russell Westbrook e Kevin Durant, che trascinano Oklahoma City con 53 punti segnati in due (28 per Westbrook, 25 e 10 rimbalzi per Durant). A ben poco sono valsi i 42 di Kobe Bryant (con soltanto due minuti a riposo in tutta la partita, tredicesimo match in carriera con 40 o più punti ai playoff), così come i 23 con 17 rimbalzi e 6 assist di un ottimo Pau Gasol.
Decisivo è stato l\'apporto della panchina. Quella di casa ha regalato 35 punti, quella ospite soltanto 5. E, così, i Thunder ottengono la seconda rivincita dopo quella contro i Dallas Mavericks, che li avevano sconfitti nella finale di Conference dell\'anno passato. I Lakers, che avevano steso i Thunder nei playoff del 2010, escono di scena piuttosto mestamente. Durant e compagni da domenica se la vedranno con San Antonio, l\'unica franchigia ad aver vinto a Ovest oltre a Lakers e Mavs negli ultimi 13 anni e, soprattutto, una squadra in serie positiva da ben 18 partite.
BOSTON CELTICS-PHILADELPHIA 76ERS 101-85 (serie sul 3-2 Boston)
Questa volta il palcoscenico è tutto di Brandon Bass, che si prende la vetrina e trascina i Celtics a una vittoria dal peso incalcolabile nella serie contro i 76ers. Per lui, infatti, si tratta di una serata da 27 punti (18 dei quali segnati nel terzo quarto, quando Boston ha spazzato via Philadelphia), suo career-high ai playoff. Quanto bastava per permettere a coach Rivers di regalargli una standing ovation a due minuti dalla fine, quando i suoi erano in vantaggio di ben 18 lunghezze.
Ma oltre a Bass c\'è di più. E ovviamente ci riferiamo ai 20 punti di Kevin Garnett, ma anche ai 13 con 14 assist di Rajon Rondo. Niente da fare per Elton Brand (19 punti) e Evan Turner (11 e 10 rimbalzi), nonostante i due siano riusciti a trascinare i 76ers a un vantaggio di 6 punti nel terzo quarto. Sul più bello si è spenta la luce e, con una serie di 14-2, Boston ha ribaltato e chiuso la sfida. I Celtics conquistano il match-point nella serie, ma adesso si va a Philadelphia per gara-6.
LOTTA SUDA E VINCI...SOLO ALLORA MI CONVINCI.

Basket
« Risposta #35 il: 23 Maggio, 2012, 17:09:16 pm »
Miami riprende il controllo della serie contro Indiana vincendo gara-5 in casa con 30 punti di LeBron James e 28 di Dwyane Wade: i Pacers reggono un tempo, poi si sfaldano quando Granger è costretto a lasciare il parquet per una distorsione alla caviglia

 
 
 

 
 
 
 
 
MIAMI HEAT-INDIANA PACERS 115-83 (serie sul 3-2 Miami)
Quattro giorni dopo le grandi paure vissute al termine di gara-3, Miami riprende il pieno controllo della serie e si rimette nella posizione più favorevole per accedere alle finali di Conference, con un LeBron James che continua a essere dominante, un Dwyane Wade che ripete la bella prestazione di domenica sera e, soprattutto, con un\'Indiana che, oltre all\'acqua alla gola, deve fare i conti anche con la caviglia distorta di Danny Granger che rischia pesantemente di condizionare il resto della serie. A dispetto dell\'enorme scarto finale, infatti, i Pacers restano nella scia degli avversari fino a quando il loro top-scorer ricade male sul piede di LeBron dopo essersi alzato dall\'arco per una tripla e finisce in spogliatoio per accertamenti: in quel momento, il tabellone dice 41-38 Miami, una forbice poi ampliata a 7 lunghezze all\'intervallo lungo quando James trova due grandi canestri nei 27" secondi finali del quarto.
Granger proverà poi a tornare a inizio ripresa, ma la sua permanenza sul parquet durerà poco più di tre minuti: dopo essersi allacciato con LeBron, ricadrà nuovamente male sulla caviglia e sarà costretto a guardare il resto della partita da spettatore non pagante. Con Granger out e un West frenato da problemi al ginocchio, gli Heat dilagano cavalcando le loro due stelle, semplicemente incontenibili quando possono sviluppare tutta la loro potenza/atletismo in campo aperto, e chiudono con un favoloso 61.4% al tiro, record di franchigia per una partita di playoff, e 9/16 da oltre l\'arco, dove pesa tantissimo il 4/5 di Shane Battier, tra l\'altro fondamentale come "terzo uomo" per lanciare i primi tentativi di allungo nella parte iniziale della gara (13 punti per l\'ex-Memphis).
"Non aver potuto avere Granger a disposizione per marcare James è stato un grande svantaggio per noi - commenterà Frank Vogel a fine partita, nonostante la reale efficacia difensiva della stella di Indiana su LeBron (fallacci a parte...) sia obiettivamente discutibile -. Ma ora dobbiamo essere bravi a tornare in carreggiata. Siamo una buona squadra, dobbiamo riprenderci e vincere gara-6 in casa".
Alla fine ci sarà un LeBron in odore di tripla doppia, con 30 punti, 10 rimbalzi e 8 assist, mentre Wade ne aggiungerà 28 rimediando anche un taglio sul sopracciglio in seguito a un intervento poco ortodosso di Hansbrough, stanco di vederselo comparire in ogni dove: ci penserà poi Haslem (che in gara-4 si era procurato una ferita analoga...) a sistemare i conti mirando lo stesso Hansbrough (fallaccio sanzionato soltanto con un flagrant di tipo 1, dunque niente squalifica...) in una serie che sta diventando sempre più fisica con il trascorrere delle partite e l\'accumularsi della stanchezza (vedasi anche l\'altro flagrant con gomitata di Pittman su Lance Stephenson in pieno garbage-time).
Su sponda Indiana, ferma a un mediocre 30/89 dal campo (33%, la peggior prestazione in una gara di post-season dal 2005) ci sono 11 punti di Paul George e 8 con 11 rimbalzi (compresa una tripla a dir poco estemporanea) per Roy Hibbert, mai in partita così come David West, fermo a 10 con 5/13 al tiro.
Miami: Battier 13, James 30, Turiaf 2, Wade 28, Chalmers 8; Anthony 7, Miller 0, Cole 6, Jones 6, Haslem 10, Howard 3, Harris 2, Pittman 0. All.: Spoelstra.
Indiana: Granger 10, West 10, Hibbert 8, George 11, Hill 6; Barbosa 6, Collison 8, Amundson 6, Hansbrough 8, Jones 5, Stephenson 1, Pendergraph 2, Price 2. All.: Vogel.
« Ultima modifica: 23 Maggio, 2012, 17:09:57 pm da SPIRITO »
LOTTA SUDA E VINCI...SOLO ALLORA MI CONVINCI.

Basket
« Risposta #36 il: 24 Maggio, 2012, 18:02:17 pm »
Philadelphia forza gara-7 battendo Boston 82-74 con 20 punti di Jrue Holiday e la doppia-doppia da 13+10 di Elton Brand: la serie torna al Garden per la bella di sabato notte.

 
 
 
 
 
 
PHILADELPHIA 76ERS-BOSTON CELTICS 82-74
E gara-7 sia. All Wells Fargo Center, 20.000 spettatori regalano una standing-ovation assordante ad Allen Iverson, presente a palazzo per dare alla sua vecchia squadra quella scintilla in più per provare a raggiungere le Finali di Conference, un traguardo che a Philly manca dal 2001, quando AI era MVP e leader assoluto della franchigia. E, poco meno di tre ore dopo, le stesse 20.000 persone regalano una seconda standing-ovation agli attuali Sixers, che con quelli delle Finals del 2001 hanno forse poco da spartire dal punto di vista tecnico-tattico, ma che, se parliamo di cuore e gruppo, sono secondi a pochi in questa Lega. Sabato notte si torna a Boston, per quella che potrebbe essere l\'ultima partita che Allen, Pierce e Garnett giocheranno assieme e che potrebbe portare Phila a una incredibile cavalcata come testa di serie numero 8 del tabellone, o che potrebbe proiettare, invece, la formazione di Doc Rivers in finale di Conference, a fungere nuovamente da potenziale anti-Miami, ammesso e concesso che gli Heat sappiano sfruttare il momento decisamente favorevole nel match-up contro Indiana. Se guardiamo le semplici statistiche, diremmo Boston, visto che la serie ha vissuto di una costante alternanza di vittorie, ma una gara-7 è pur sempre una gara-7...
"Sapevamo di poter vincere - il commento di Iguodala (12 punti e 6 rimbalzi) al termine della partita -. Sarà anche stata brutta, ma, sia quel che sia, daremo tutto per passare il turno". Bruttina sì, visto che Phila sparacchia soltanto un 1/9 dall\'arco (l\'unica bomba, tra l\'altro, messa a segno dallo stesso Iguo in un momento topico della gara) e in lunetta conferma le proprie difficoltà sbagliando 11 liberi su 28, ma dall\'altra parte Boston fa ancora peggio, tenuta a un misero 33.3% dal campo, un dato che esula dal 48% abbondante delle tre partite precedenti, e che segna la peggior prestazione in post-season da gara-4 delle finali di Conference del 2008 contro Detroit. Ma la difesa di Phila funziona, concedendo ai biancoverdi soltanto 16 punti in area (contro 42...) e rendendo la coppia Allen-Rondo poco incisiva (9 punti a testa): spento anche Brandon Bass (8 punti, 2/12 dal campo), lui che era stato immarcabile nel terzo quarto di gara-5 e che aveva scavato, a suon di schiacciate e piazzati dalla media, il break che aveva ridato ai Celtics la leadership nella serie.
Alla squadra di Doc Rivers non bastano i 24 con 10 assist di Paul Pierce (infallibile dalla lunetta, 13/13) e la doppia-doppia da 20+11 di Garnett, quando la panchina produce una sfilza di zeri, eccezion fatta per i 5 punti di Mickael Pietrus; per i Sixers, invece, ci sono 20 punti di Jrue Holiday, sempre più giocatore-barometro, cui si uniscono i 12 con 9 rimbalzi di un Evan Turner in versione all-around (e sempre più solido in questa seconda parte di stagione) e la grande prestazione di Elton Brand, in campo per 34\' nonostante una spalla in fiamme, ma in grado di fornire 13 punti con 10 rimbalzi e una presenza importantissima anche dal punto di vista difensivo nel verniciato.
Philadelphia: Iguodala 12, Brand 13, Hawes 9, Turner 12, Holiday 20; Williams 11, Allen 3, T. Young 2, Meeks 0. N.e.: Battie, Silas, Vucevic, S. Young. All.: Collins.
Boston: Pierce 24, Bass 8, Garnett 20, Allen 9, Rondo 9; Pietrus 5, Stiemsma 0, Dooling 0, Hollins 0, Daniels 0, Moore 0. N.e.: Pavlovic, Williams. All.: Rivers.
« Ultima modifica: 24 Maggio, 2012, 18:02:55 pm da SPIRITO »
LOTTA SUDA E VINCI...SOLO ALLORA MI CONVINCI.

Basket
« Risposta #37 il: 25 Maggio, 2012, 17:57:43 pm »
I Miami Heat superano 105-93 gli Indiana Pacers in gara-6 e strappano il pass per la finale della Eastern Conference: 41 punti di Dwyane Wade, 28 per LeBron James






 
INDIANA PACERS-MIAMI HEAT 93-105 (serie 2-4)
Al termine della cruenta e controversa gara-5, conclusa con i successo del 3-2 per gli Heat ma anche due giocatori in meno da presentare per gara-6 (Udonis Haslem e Dexter Pittman), la domanda era: riuscirà Miami a vincere con i soli Dwyane Wade e LeBron James? La risposta è arrivata alla Bankers Life Fieldhouse di Indianapolis, dove l\'Uno mette a segno 41 punti e l\'Altro ne aggiunge 28, spedendo Miami in finale di Conference, dove attendono Boston o Philadeplhia.
Con Chris Bosh ai box, il duo delle meraviglie ha raggiunto livelli solo abbozzati in precendenza: nelle ultime tre partite LeBron ha messo a segno la bellezza di 98 punti, 34 rimbalzi e 24 assist, il suo compare Wade 99, 22 e 11 nelle stesse "voci". "Abbiamo capito che dal momento che Chris era fuori tutti noi avremmo dovuto alzare il nostro livello - riconosce D-Wade - e la squadra ha guardato a noi come le loro guide".
Wade ha la mano calda e nei primi due quarti eguaglia il record di francighia totalizzato 16 anni fa da Tim Hardaway, ovvero 26 punti in 24 minuti, ma i Pacers riescono comunque ad andare sopra di 11 lunghezze, grazie ai 24 punti messi a referto da David West e la doppia cifra raggiunta dai restanti quattro del quintetto titolare.
Non basterà: la gara si decide nel terzo quarto, quando gli Heat mettono insieme il parziale di 13-3 che stronca i Pacers. Mario Chalmers con la tripla manda, di fatto, i titoli di coda. "Sono stati troppo bravi per noi stasera - ammetterà David West - hanno capitalizzato tutti i nostri errori. Siamo stati troppo lenti nel possesso: la loro pressione ha fatto la differenza". Troppi jump-shot sbagliati, le ripartenze e le finalizzazioni chirurgiche dei "Big Three diventati Two" hanno fatto il resto.
LOTTA SUDA E VINCI...SOLO ALLORA MI CONVINCI.

Basket
« Risposta #38 il: 28 Maggio, 2012, 15:16:04 pm »
Dopo il crollo nel terzo quarto, gli Spurs vanno a vincere 101-98 su Oklahoma City e portano la serie di finale di Western Conference sull\'1-0 in proprio favore. Prova strepitosa di Kevin Durant con 27 punti e 10 rimbalzi, ma Ginobili replica con 26 punti






 
Inizia la serie di finale di Western Conference e San Antonio si porta sull\'1-0 in una sfida che si preanunciava dall\'altissimo contenuto tecnico e agonistico e non ha tradito le aspettative.
Il rislutato è di 101-98 per gli Spurs, che approfittano del fattore campo per portarsi avanti. Il leader è Manu Ginobili a quota 26 punti, ben supportato da Tim Duncan che va in doppia doppia (16-11-2), mentre Oklahoma City risponde con la prova superlativa dell\'MVP mancato Kevin Durant, con 27 punti, 10 rimbalzi e 4 assist.
San Antonio agguanta la sua 19esima vittoria consecutiva, ma non senza faticare, com\'era prevedibile: i Thunder vendono infatti cara la pelle e animano un match senza esclusione di colpi.
Nel primo quarto si va avanti sul filo del\'equilibrio più o meno fino a un minuto dalla fine, poi gli Spurs allungano grazie alle splendide giocate di Ginobili e si portano avanti 24-18.
Ovviamente dall\'altra parte non si sta a guardare e nel secondo quarto i Thunder provano a ricucire lo strappo e restano lì attaccati, fino a riagguantare il pari sul 44-44. La tripla di Fisher fa chiudere la prima metà di gara con Oklahoma City avanti di 1 (47-46).
Quando si torna in campo, il terzo quarto sembra fatale per San Antonio, che ha un pericolosissimo passaggio a vuoto e incassa un pesante 24-16; Durant continua a macinare punti, mentre gli Spurs perdono palloni importanti e sono in pauroso calo nella precisione al tiro. Mancano 12\' e i Thunder sono avanti 71-62.
Queste però sono finali di conference e chi ci arriva non è uno sprovveduto. Così i padroni di casa tirano fuori l\'orgoglio e ribaltano la situazione, con un parizlale di 39-27 che la dice tutta sulla voglia di riscattarsi che aveva la squadra. E\' Splitter a lanciare la rimonta casalinga, mentre di là c\'è il buio: in 4\' si passa dal punteggio di chiusura del terzo quarto al 73-73 arrivato con il tiro da 2 di Parker. Finalmente i Thunder ricominciano a giocare e la sfida si riaccende, ma gli Spurs riescono ad andare avanti e a meno di 2\' dalla fine sono addirittura a +10. Sono Harden e Westbrook a incaricarsi di provare a tornare sotto e ci riescono, ma solo in parte: a 3" dalla sirena, San Antonio è avanti di 6 e il tiro da 3 allo scadere dello stesso Harden (che va a segno) non è comunque sufficiente.
I playoff NBA proseguono questa notte con gara 1 della serie di finale di Eastern Conference tra Miami e Boston. Gara 2 a Ovest invece si giocherà sempre a San Antonio nella notte italiana tra martedì e mercoledì
LOTTA SUDA E VINCI...SOLO ALLORA MI CONVINCI.

Basket
« Risposta #39 il: 28 Maggio, 2012, 21:20:43 pm »
Il cestista sarebbe stato tradito da un fatale colpo di sonno mentre era alla guida della propria auto nei pressi di Zoppola (Friuli). (foto AP/LaPresse)






 
Tragedia nel mondo del basket italiano. Il cestista Martin Colussi è stato infatti trovato morto questa mattina. Il 31enne è stato rinvenuto in auto, dopo che il veicolo era finito in un canale a bordo della strada nei dintorni di Zoppola (Friuli). Dalle prime ricostruzioni fatte dagli agenti della polizia stradale di Pordenone, pare che il giocatore sia stato tradito da un colpo di sonno rivelatosi fatale.
Colussi era nato il 6 maggio 1981 a Maniago. Dopo aver giocato a Gorizia si era trasferito a Fabriano, per poi militare anche a Forlì, Castel San Pietro, Fidenza, Osimo, Trapani e Pavia. Il grande salto arriva soltanto a 29 anni, quando viene chiamato da Caserta e può finalmente dire la sua in Serie A. L\'avventura dura però soltanto un anno, con Colussi che nell\'ultimo campionato scende in LegaDue con Veroli.
Giovedì 17 maggio aveva giocato l\'ultima partita, gara-4 della sfida ai playoff contro Pistoia, con successo dei toscani per 80-78 e conseguente eliminazione di Veroli.
LOTTA SUDA E VINCI...SOLO ALLORA MI CONVINCI.

Basket
« Risposta #40 il: 29 Maggio, 2012, 15:04:43 pm »
LeBron James (32 punti) e Dwyane Wade (22 punti) giocano una partita stellare e trascinano Miami al successo in gara uno di finale di Conference contro i Boston Celtics (93-79) che restano in partita fino al secondo quarto poi vengono travolti dagli Heat






 
Miami Heat-Boston Celtics 93-79 (Serie 1-0 Miami)
Quando sono in una di queste giornate LeBron James e Dwyane Wade c\'è davvero ben poco da fare contro i Miami Heat. La squadra della Florida domina gara uno di finale di conference contro i Boston Celtics, che restano in partita nei primi due quarti ma poi devono cedere il passo agli Heat che vincono agevolmente e iniziano nel migliori dei modi la serie che deve riportarli alla finale Nba. Oltre che sui canestri di James (autore di 32 punti con 13/22 dal campo, 13 rimbalzi, 3 assist ed altrettante stoppate) e di Wade (22 punti con 8/13 al tiro, 3 rimbalzi e 7 assist) i ragazzi di coach Spoelstra hanno costruito la vittoria sporcando le percentuali al tiro di Boston (che ha chiuso con un pessimo 39.5% dal campo e un misero 4/24 da tre punti) e stravincendo la lotta a rimbalzo (48 a 33 lo scarto a favorire degli Heat, 23 presi dai soli James e Battier). Particolarmente in ombra tra le fila dei biancoverdi Pierce (autore sì di 12 punti ma con un pessimo 5/18 al tiro) e Allen (6 punti con 1/7 al tiro) che vanificano la solidissima partita di Rondo (16 punti, 7 assist ma anche 4 palle perse) e la doppia doppia di Kevin Garnett (23 punti e 10 rimbalzi). Preoccupante per i Celtics anche il 52% ai tiri liberi (11/21), una statistica inusuale per una squadra che di tiratori e di gente esperta tra le sue fila né ha più d\'una.
Gli Heat partono subito forte chiudendo il primo quarto con una dote di 10 punti e lasciando Boston con soli 11 punti a referto, la reazione dei Celtics però arriva nella seconda frazione quando con un parziale di 35-25 i ragazzi di Doc Rivers riescono a rimettere la partita sui binari dell\'equilibrio e ad andare all\'intervallo sul 46-46. Nel terzo quarto però la risposta di Miami non si fa attendere e con un parziale di 26-15 propiziato da James e Wade si riporta in vantaggio. Nel quarto quarto il vantaggio si mantiene sempre superiore alla doppia cifra e si chiude sul 93-79. "E\' stata una partita strana - ha spiegato a fine partita - entrambe le squadre hanno avuto buoni parziali. Io penso che possiamo giocare ancora meglio, dobbiamo essere ancora più grintosi e cattivi se vogliamo spuntarla nella serie contro questa squadra". Se Spoelstra tiene alta la tensione, questa l\'analisi di coach Rivers "Nel terzo quarto la partita ci è sfuggita di mano. Non abbiamo mai trovato il nostro ritmo, non abbiamo trovato campo aperto e nemmeno le seconde e terze opzioni. Dobbiamo sicuramente fare meglio".
LOTTA SUDA E VINCI...SOLO ALLORA MI CONVINCI.

Basket
« Risposta #41 il: 30 Maggio, 2012, 18:32:42 pm »
San Antonio si issa sul 2-0 nelle finali della Western Conference superando nuovamente in casa i Thunder 120-111: Tony Parker segna 34 punti, mentre Manu Ginobili replica la bella prestazione in gara-1 segnandone 20 dalla panchina

 
 
 

 
 
 
 
 
SAN ANTONIO SPURS-OKLAHOMA CITY THUNDER 120-111
E con questa fanno 20 vittorie consecutive, metà delle quali arrivate nella post-season. Il passo è lo stesso (anzi, migliore) dei Lakers del 2000-01, quelli che arrivarono alle Finals imbattuti con una striscia aperta di 19 successi in fila salvo poi venire sorpresi da Philadelphia in gara-1, l\'unica macchia di quella che fu poi una cavalcata trionfale verso il titolo.
Questi Spurs, invece, cavalcano Tony Parker, 34 punti e 8 assist con un favoloso 16/21 al tiro e una personalità strabordante nel costruire per se stesso e, contemporaneamente, far girare la squadra al meglio, trascinandola a un 55% complessivo dal campo per 120 punti totali che esula, ormai, dai nero-argento da bassi ritmi dei vecchi tempi. Questi Spurs vanno, eccome.
"E\' sempre stato un po\' complicato comprendere le esigenze di Popovich - dirà a fine partita - ma ora ci capiamo alla perfezione. So quando vuole che segni e quando, invece, vuole che costruisca per i compagni. Bisogna riuscire a trovare un equilibrio tra segnare e passare, e quando ci si riesce... beh, negli ultimi anni credo di essere migliorato parecchio in questo aspetto del gioco".
A far compagnia al franco-belga c\'è la doppia-doppia di un solido Kawhi Leonard (18+10) ma, soprattutto, un\'altra grande prestazione di Manu Ginobili in uscita dalla panchina: dopo aver realizzato 26 punti in gara-1 (season-high) pennellando i canestri decisivi per la vittoria, l\'argentino ne mette altri 20 e 4 assist con 6/11 dal campo. Per OKC, non servono i 31 punti di Durant, i 27 con 8 assist e senza palle perse di Westbrook e i 30 di uno scatenato Harden (10/13 al tiro e dalla lunetta).
San Antonio gioca un primo tempo splendido, chiuso con il 58% dal campo (22/38) e 13 assist, aprendo la difesa dei Thunder con passaggi millimetrici: la linea di tendenza non cambia in apertura di terzo quarto, quando Ginobili va dietro-schiena per innescare una bomba di Tony Parker nell\'angolo per il +20 (78-58). Con le spalle al muro, i Thunder optano per l\'"Hack-a-Splitter" (una soluzione "inedita" per coach Brooks ma non certo per Popovich...), mandando per 5 volte consecutive intenzionalmente il centrone brasiliano in lunetta: ne risulta un 5/10 prima della sostituzione con Duncan che non modifica il divario tra le squadre sul tabellone ma che toglie fluidità all\'attacco degli Spurs. Con Ibaka a difendere il ferro nell\'ultimo periodo (a differenza di gara-1), OKC ricuce fino al -6 tenendo San Antonio a un triste 3/15 dal campo nei primi 7\' ma saranno poi Parker e Ginobili a togliere le castagne dal fuoco.
« Ultima modifica: 30 Maggio, 2012, 18:33:13 pm da SPIRITO »
LOTTA SUDA E VINCI...SOLO ALLORA MI CONVINCI.

Basket
« Risposta #42 il: 01 Giugno, 2012, 18:39:21 pm »
Oklahoma City riapre la serie con una vittoria in gara-3 frutto sì di energia, ma anche di gioco di squadra e difesa, le stesse armi che avevano permesso agli Spurs si portarsi sul 2-0






 
Passateci il francesismo nel titolo, anche se forse Tony Parker non lo apprezzerà, ma se i playoff sono un gioco di aggiustamenti, i Thunder si sono raddrizzati eccome per restituire senso a una serie che stava fuggendo via dopo le due sconfitte in fila in Texas. E l\'hanno fatto in modo particolare, apprendendo dai propri avversari, giocando sì di energia (altra chiave di lettura della partita, ma, onestamente, è quello che ci si aspettava già in partenza da questa squadra) ma anche, e soprattutto, di squadra, cosa completamente mancata nelle prime due gare della serie, dove il sistema Spurs ha schiacciato le individualità dei Big-Three di OKC.
UN ATTACCO A 3D - La lettura del box-score dei Thunder non è mai stata troppo complessa, anzi, traducibile in un semplice tac, tac, tac: quanti ne ha messi Durant, quanti Westbrook, quanti Harden. E poi una lunga sfilza di "due" o di "zeri". In gara-3 cambia tutto: dopo i 22 di Durant si inserisce Sefolosha a quota 19, con 16 tiri, uno in meno di KD, uno in più di Westbrook, che ai 5 canestri realizzati aggiunge, però, 9 assist. Poi i 14 di Ibaka con 9 conclusioni tentate, uno (e una) in meno di Harden. Dicevamo degli assist di Westbrook, 9 dei 23 complessivi di OKC, 5 in più di quelli mediamente messi a referto in stagione (18) per la squadra ultima in questa speciale graduatoria (il che lo dice lunga sulla tipologia di gioco...), tanti quanti quelli che smazzano gli Spurs, invece quarti in classifica.
I numeri dicono tanto ma non forse tutto, perché a parte i 23 assist, i Thunder hanno giocato finalmente di squadra, facendo circolare la palla sul perimetro, andando dentro-e-fuori, ribaltando il lato cercando i tiratori piazzati oltre l\'arco (Sefolosha ringrazia...), dando al proprio attacco un\'impronta decisamente più multi-dimensionale ed efficace rispetto alle semplici isolation su un quarto di campo. Insomma, un po\' à la San Antonio, per spiegare meglio il titolo.
I BIG-THREE... DIFENSIVI - Kevin Durant ha giocato una buona partita, James Harden anche, spaccandola nel secondo quarto, ma l\'MVP va di diritto a Thabo Sefolosha per il lavoro straordinario compiuto in entrambe le metacampo. Lo svizzero è stato un fattore in attacco con i suoi 19 punti (e 4 triple, che fanno sempre comodo per aprire il campo a Durant e Westbrook...) ma, soprattutto, ha completamente annullato Parker in un terzo quarto da incubo per il franco-belga, completamente sottomesso dopo l\'exploit di gara-2. Ma il solo Sefolosha (che ha anche un bottino di 6 pale recuperate) forse non sarebbe bastato se non avesse avuto il sostegno dei due big-man di OKC, quell\'Ibaka lasciato in panchina forse erroneamente nel finale di gara-1 e, soprattutto, un Perkins che ha risposto a meraviglia alle critiche di chi consigliava a Scott Brooks di estrometterlo dallo starting-five. L\'ex-Boston ha tenuto Duncan a soli 11 punti con un magro 5/15 al tiro, raccolto 8 rimbalzi, rifilato 3 stoppate (tante quante Ibaka) e distrutto con continuità i giochi in pick\'n\'roll di Parker, uscendo aggressivo sugli show per chiudere le linee di penetrazione e costringere il francesino ad arretrare o a girare largo. E si è anche permesso il lusso di sfidare per due volte Parker e Ginobili in single-coverage, battendo le mani per darsi la carica. Il risultato? Un tiro forzato di TP e una stoppata su Manu.
E dalla difesa, i Thunder hanno generato tanto, tantissimo attacco, producendo 18 punti in transizione dalle palle perse degli Spurs (addirittura 21 contro i soli due recuperi), 18 punti facili e spettacolari, chiusi con giocate atletiche al ferro, di quelle che fanno esaltare sia i giocatori sia i 18.000 della Chesapeake Arena in rigoroso dress-code blu. Difesa e gioco di squadra. Da qualche parte li abbiamo già sentiti...
LOTTA SUDA E VINCI...SOLO ALLORA MI CONVINCI.

Basket
« Risposta #43 il: 08 Giugno, 2012, 17:01:54 pm »
Miami vince gara-6 sul parquet dei Celtics grazie a un monumentale LeBron James che realizza 45 punti e rimanda il verdetto finale all\'ultima sfida. Malissimo Boston, incapace di sfruttare il fattore campo nonostante la doppia doppia di Rondo
[

 
 
 
 
 
BOSTON-MIAMI 79-98
Tutto rimandato a gara-7. L\'ultima. Quella decisiva. Una sfida in cui si deciderà il nome della squadra che raggiungerà Oklahoma nella finalissima NBA. Già, perché dopo la sorprendente vittoria di gara-5 a Miami, Boston ha fallito malamente il primo match point: servito comodamente sul parquet di casa. Una disfatta pesante, soprattutto dal punto di vista psicologico.
Al TD Garden di Boston, infatti, si è abbattuto il ciclone LeBron James capace di scardinare da solo il muro verde e ribaltare in una sola notte l\'intera serie della finale di Conference. Un uragano inarrestabile, infallibile, impeccabile. Il \'prescelto\' realizza 45 punti complessivi, 30 dei quali messi a segno addirittura nei primi due quarti. Un primo tempo caratterizzato dalle magie di LBJ che spezza completamente in due la partita. Una sorta di spartiacque: praticamente decisivo dopo appena due quarti.
Una mazzata che non lascia scampo a Boston, incapace di reagire ma soprattutto impotente di fronte allo strapotere degli Heat. I Celtics non riescono proprio a rientrare in partita e subiscono il gioco degli avversari. Ma soprattutto subiscono lui, LeBron James. Tutto inutile: il calore del pubblico, così come la doppia doppia di Rajon Rondo (21 punti e 10 assist). Boston paga la disastrosa serata di Kevin Garnett e Ray Allen e si consegna, inerme, agli avversari.
Servirà dunque gara-7. Ancora una volta Miami, ancora una volta all\'AmericanAirlines Arena. La tana degli Heat, la casa di sua maestà LeBron James. Vietato fallire. Sabato notte ci si gioca la finale.
« Ultima modifica: 08 Giugno, 2012, 17:02:56 pm da SPIRITO »
LOTTA SUDA E VINCI...SOLO ALLORA MI CONVINCI.

Basket
« Risposta #44 il: 10 Giugno, 2012, 09:04:21 am »
Un McCalebb straordinario da 25 punti e 5 assist porta la Montepaschi al primo punto nella serie della finale scudetto contro Milano: Siena vince 86-77. Lunedì si replica ancora al PalaEstra per gara-2 (foto: AP/LaPresse)

 
 
 
 
 
 
PALAESTRA, SIENA - Semplicemente Bo McCalebb. Un indiavolato Bo McCalebb. E fino a quando Milano non riuscirà a trovare un antidoto allo straripante playmaker senese, molto difficilmente riuscirà a svoltare l\'inerzia della serie. Venticinque punti con 8/13 dal campo, un ineffabile 9/9 in lunetta e 5 assist: i numeri dicono già tanto, ma forse non sono sufficienti per dipingere il dominio tecnico e, soprattutto, fisico di un giocatore che, quando mette l\'acceleratore, semina qualsiasi avversario come un birillo e che, contemporaneamente, ha la forza per riuscire a concludere al ferro nei modi e con la coordinazione più precaria possibile. Virate, carpiati, palle sporche: McCalebb è dappertutto.
A fargli da solida spalla, come già successo nella partita di Coppa Italia, la coppia di lunghi Andersen e Lavrinovic, che con la loro bidimensionalità offensiva forniscono a McCalebb (e a Siena, in senso lato) una margherita amplissima da sfogliare: penetrazione, pick\'n\'roll, pick\'n\'pop, ricezione in post-basso. Il Canguro ne mette 17 con 6 falli subiti, il lituano ne aggiunge 11 con un primo tempo di gran qualità, ma se volete trovare la scheggia impazzita, allora andate con Bootsy Thornton: 19 punti e 6 rimbalzi con un pulitissimo 8/12 dal campo (3/4 dall\'arco), una difesa decente su Hairston e, soprattutto, la capacità di segnare con costante puntualità quando serve, sia nel momento dell\'allungo a +18 nel terzo quarto che sembra chiudere la partita, sia nel finale, quando Milano spaventa la Montepaschi rientrando fino al -5 salvo poi stamparsi malamente sul primo ferro con un tentativo debolissimo di schiacciata di Radosevic.
L\'Olimpia, dal canto suo, gioca a larghi sprazzi una pallacanestro contratta, fatta di un attacco statico in cui regna il passaggio consegnato e il rischio di cristallizzarsi per gli interi 24" (tre infrazioni nella partita), ma l\'infortunio che toglie immediatamente dal campo Antonis Fotsis priva forse Scariolo dell\'uomo con la maggior esperienza e capacità di adattamento a partite di questo genere. Bourousis si fa beccare più volte dal suo coach per mancanza di reattività, Cook viene distrutto da McCalebb, Hairston accende e spegne come Mancinelli: le cose migliori arrivano in situazione di corsa/transizione dopo gli errori di Siena e dai comprimari, con un Gentile ultra-carismatico da 14 punti, 4 assist e 8 falli subiti, un Radosevic che (schiacciata sbagliata a parte) dà grande dinamismo su entrambi i lati del campo a una squadra che ne ha bisogno in maniera disperata, un Bremer che piazza un paio di fiammate importanti nel quarto periodo e un Melli che si batte all\'arma bianca ma che finisce col perdere la battaglia più inutile, quella coi fischietti.
In realtà, Milano comincia anche decentemente, con Gentile in quintetto al posto di Mancinelli: l\'Olimpia prova un mini-allungo sul 2-7, ma quando perde Fotsis e McCalebb comincia a scaldare i motori con la complicità di Andersen, arriva un parzialone senese per il 26-17 del primo quarto. Scariolo accende la partita prendendosi un fallo tecnico e va con la cavalleria leggera mettendo l\'assetto da rimonta: Bremer, Radosevic e Gentile confezionano un controparziale per il 30-29, ma ancora McCalebb (già a quota 19 e 5 assist al termine di un primo tempo in cui "regala" anche una schiacciata in testa a Bourousis) e il ritorno di Andersen dopo un po\' di riposo in panchina (5 punti filati dell\'australiano) ristabiliscono un discreto gap all\'intervallo lungo, parzialmente rosicchiato da una bomba impiccata di Cook sulla sirena (51-43).
L\'Olimpia resta contratta anche a inizio ripresa, con Melli (lanciato in quintetto per l\'infortunato Fotsis) a sprecare tre falli immediati su Andersen: Siena piazza un 14-4 iniziale con i punti dell\'australiano e la pulizia chirurgica della coppia Thornton-Zisis anche contro la zona cui ricorre Scariolo come ultima spiaggia, e tocca il +18 al 29\' (71-53 con tripla di Bootsy). La risposta di Milano arriva con un 5-0 nei secondi finali del terzo periodo e con un paio di penetrazioni al ferro di Bremer e Gentile che accendono la scintilla: la zona biancorossa comincia a funzionare, anche perché McCalebb sembra volersi prendere una piccola pausa prima del rush finale, ma un parzialone improvviso di 12-2 riporta Milano a contatto con la palla in mano.
Poi, come detto, Radosevic si stampa sul primo ferro sulla schiacciata del possibile -3, un errore immediatamente punto da Zisis e McCalebb, tornato a far male nonostante la marcatura più fisica di Gentile provata da Scariolo. Gli ultimi chiodi li mette Thornton, malamente perso sull\'arco sugli sviluppi di una rimessa laterale con soli 2" sul cronometro dei 24: tripla di Bootsy per il nuovo +8 a 1\'30" dalla sirena e risultato in ghiaccio, Nel finale, seconda inchiodata belluina di McCalebb, come se non avesse dato già abbastanza...
MONTEPASCHI SIENA-EA7 MILANO 86-77 (26-17, 51-43; 71-58)
Siena: McCalebb 25 (8/12, 0/1), Andersen 17 (2/4, 2/3), Carraretto (0/1, 0/1), Thornton 19 (5/8, 3/4), Stonerook (0/1 da tre); Zisis 8 (3/6, 0/1), Lavrinovic 11 (4/5, 1/3), Moss 2 (0/1, 0/1), Aradori 2 (0/1, 0/1), Ress 2 (1/3, 0/1). N.e.: Michelori, Lechtaler. All.: Pianigiani.
Milano: Hairston 15 (6/10, 1/4), Fotsis, Cook 9 (1/3, 2/3), Bourousis 7 (2/6, 0/2), Gentile 14 (3/5, 0/3); Mancinelli 9 (3/5, 1/3), Melli 2 (1/3, 0/2), Radosevic 10 (4/5), Bremer 10 (1/2, 2/4), Giachetti (0/1), Rocca 1. N.e.: Filloy. All.: Scariolo.
« Ultima modifica: 10 Giugno, 2012, 09:04:59 am da SPIRITO »
LOTTA SUDA E VINCI...SOLO ALLORA MI CONVINCI.