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La vendita dei nuovi diritti TV

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Offline Rospo

Re:La vendita dei nuovi diritti TV
« Risposta #585 il: 20 Settembre, 2019, 14:47:54 pm »
Ci sono rappresentanti del sesso maschile che credono che per essere uomini veri bisogna ruttare, non lavarsi e fare lo strascino alla moglie.

Grazie a Dio credo che su questo forum non ce ne siano.

Qui solo metrosessuali!

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Re:La vendita dei nuovi diritti TV
« Risposta #586 il: 20 Settembre, 2019, 14:48:49 pm »
Concordo con impdef, un mio vecchio collega che tiene la mia età e balla il latinoamericano non fa che pubblicare foto  di lui che balla con femminoni che hanno la metà dei suoi anni :look:
Il record di 91 punti non è un obiettivo societario, ma un traguardo personale

Re:La vendita dei nuovi diritti TV
« Risposta #587 il: 20 Settembre, 2019, 14:52:02 pm »
Vabbé ma io sono un prog snob e per definizione considero tutti gli altri dei frocetti.
Inoltre ritengo i fanboy di apple, che nel 90%dei casi sono i più grandi entusiasti dell'mp3, degli strunzi.

Precisazione. Citi a spiovere i Genesis perché nella loro carriera hanno fatto una sola vera suite: Supper's Ready. Non sono loro quelli dei brani monumentali. Ecco, questo è un commento da prog snob che sa di essere superiore al resto della massa.
Vostro.

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E "The Lamb Lies Down on Broadway"? Non è un concept-album monumentale? È uno dei miei preferiti, in assoluto.

Offline Zero

Re:La vendita dei nuovi diritti TV
« Risposta #588 il: 20 Settembre, 2019, 14:57:20 pm »
riprendo quello che ha scritto diego e devo dire che il concetto di fondo è molto bello e credo denoti la società.
questa vale per molti ambiti sinceramente.

essendo oggi un mondo globalizzato e frenetico, in cui tutto è fruibile si sta perdendo un po' la genuinità delle cose.

oramai il mondo è fatto di emozioni in confezione, tutto deve essere sparato velocissimo e deve dare immediatamente la scarica, ma così come arriva così passa e si va alla ricerca della prossima emozione preconfezionata.

ho degli amici imprenditori che lavorano nel campo dei media, è una vera tortura attirare l'attenzione, il tempo medio che un utente passa su di un sito, una notizia, un'immagine è in media 3 secondi, i giovani soprattutto sono degli assatanati che scorrono scorrono e scorrono senza capire cosa cerchino, tutte le pubblicità sono sparate in faccia a volume alto, gli youtuber più famosi iniziano il video urlando un "CIAO RAGAZZIH COME VAHHHHHHHH" e nei minuti successivi in preda a crisi epilettiche si contorcono facendo voci effemminate.
anche la bestemmia ha perso di valore, a 10 anni ne scrivono così tante che oramai manco se ne accorgono.

la cultura pop è diventata una vera merda, sembriamo tutti tossici di emozioni e queste emozioni le cerchiamo ovunque, a gratis.

il problema è che nulla nella vita ha un valore se non risultato di uno sforzo personale che ti ripaga in esperienza.

la musica è proprio il termometro dei tempi, un tempo c'erano i garage, i ragazzi si riunivano e ci sbattevano la testa per creare qualcosa di vissuto sul serio, chi comprava un album lo annusava e lo toccava come fosse un talismano, c'era una tempistica diversa, un'esperienza diversa.

oggi invece questo valore musicale è stato intercettato dalle multinazionali, i "cantanti" sono pacchetti di marketing creati ad arte, la musica non ha un fondamento radicato nell'intimità dell'artista, non ci sono più i grandi temi alla de andrè o alla guccini, ma solo 4 stronzate retoriche sull'amore e sui soldi/bella vita.


ma questo non vale solo per la musica ma per tutto ovviamente, sta tutto diventando usa e getta in una corsa frenetica.
la cosa bella è che sono sicuro i nostri nonni o bisnonni avrebbero detto lo stesso di noi, quindi magari ci sta, i tempi cambiano ed il mondo andrà avanti ugualemte

Re:La vendita dei nuovi diritti TV
« Risposta #589 il: 20 Settembre, 2019, 15:45:30 pm »
In realtà il concetto di riproducibilità dell'arte su cui si basa la cultura pop, che stranamente è l'abbreviazione di popolare :look:, viene sviluppato nel dopoguerra e codificato da artisti come Warhol o Lichtenstein, per cui non credo che i nostri bisnonni rivolgessero ai nostri nonni le medesime critiche che noi rivolgiamo ai nostri figli.

Peraltro è interessante che comunque i 2 suddetti avessero una maestria tecnica (e tecnologica) impressionante, il contrario della fruizione veloce e continua.

Cmq vale per tutto, ad esempio siamo inondati da libri di merda, incredibile quanta gente affidi a un testo scritto le proprie scorregge

My 2 cent: Preferisco navigare in un mare di merda su una zattera di buona musica o letteratura che vagare per un deserto costellato di torri eburnee inaccessibili o quasi .
Il record di 91 punti non è un obiettivo societario, ma un traguardo personale

Offline Zero

Re:La vendita dei nuovi diritti TV
« Risposta #590 il: 20 Settembre, 2019, 16:02:32 pm »
In realtà il concetto di riproducibilità dell'arte su cui si basa la cultura pop, che stranamente è l'abbreviazione di popolare :look:, viene sviluppato nel dopoguerra e codificato da artisti come Warhol o Lichtenstein, per cui non credo che i nostri bisnonni rivolgessero ai nostri nonni le medesime critiche che noi rivolgiamo ai nostri figli.

Peraltro è interessante che comunque i 2 suddetti avessero una maestria tecnica (e tecnologica) impressionante, il contrario della fruizione veloce e continua.

Cmq vale per tutto, ad esempio siamo inondati da libri di merda, incredibile quanta gente affidi a un testo scritto le proprie scorregge

My 2 cent: Preferisco navigare in un mare di merda su una zattera di buona musica o letteratura che vagare per un deserto costellato di torri eburnee inaccessibili o quasi .

quando c'era meno reperibilità e meno persone che offrivano la "propria arte" erano pur sempre tempi che hanno lasciato il segno, ad oggi non mi sembra di star facendo la storia, oggi è l'epoca dell'uomo comune, non c'è un movimento, un sentire comune, c'è l'imbarbarimento

Re:La vendita dei nuovi diritti TV
« Risposta #591 il: 20 Settembre, 2019, 16:16:09 pm »
quando c'era meno reperibilità e meno persone che offrivano la "propria arte" erano pur sempre tempi che hanno lasciato il segno, ad oggi non mi sembra di star facendo la storia, oggi è l'epoca dell'uomo comune, non c'è un movimento, un sentire comune, c'è l'imbarbarimento
C'è la possibilità di fruire facilmente dell'Arte dei tempi passati pure, cosa che ai nostri nonni era negata.

Poi a vedere le cose da vicino a volte ci si sbaglia, all'epoca c'era chi credeva Salieri un grande e Mozart un parvenu.

Però sicuramente esistono problemi diversi, quelli che dite voi, non lo nego, ma neppure sposo l'idea di pessimismo cosmico che portate avanti. Nel campo che padroneggio meglio posso dire tranquillamente che ci sono dei grandissimi contemporanei, nonostante il mare di merda che ci sommerge
Il record di 91 punti non è un obiettivo societario, ma un traguardo personale

Re:La vendita dei nuovi diritti TV
« Risposta #592 il: 20 Settembre, 2019, 16:37:28 pm »
E "The Lamb Lies Down on Broadway"? Non è un concept-album monumentale? È uno dei miei preferiti, in assoluto.
Certo che lo è. Ma non vi sono suite. Il pezzo più lungo è In The Cage che non arriva a dieci minuti.

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Offline Zero

Re:La vendita dei nuovi diritti TV
« Risposta #593 il: 20 Settembre, 2019, 16:38:11 pm »
non sono pessimista, forse mi confondi :look:

per me i "geni" nel mondo del lavoro non li vedo proprio come geni, di sicuro sanno fare benissimo quella cosa, ma il genio per me è altro

Re:La vendita dei nuovi diritti TV
« Risposta #594 il: 20 Settembre, 2019, 16:38:18 pm »
riprendo quello che ha scritto diego e devo dire che il concetto di fondo è molto bello e credo denoti la società.
questa vale per molti ambiti sinceramente.

essendo oggi un mondo globalizzato e frenetico, in cui tutto è fruibile si sta perdendo un po' la genuinità delle cose.

oramai il mondo è fatto di emozioni in confezione, tutto deve essere sparato velocissimo e deve dare immediatamente la scarica, ma così come arriva così passa e si va alla ricerca della prossima emozione preconfezionata.

ho degli amici imprenditori che lavorano nel campo dei media, è una vera tortura attirare l'attenzione, il tempo medio che un utente passa su di un sito, una notizia, un'immagine è in media 3 secondi, i giovani soprattutto sono degli assatanati che scorrono scorrono e scorrono senza capire cosa cerchino, tutte le pubblicità sono sparate in faccia a volume alto, gli youtuber più famosi iniziano il video urlando un "CIAO RAGAZZIH COME VAHHHHHHHH" e nei minuti successivi in preda a crisi epilettiche si contorcono facendo voci effemminate.
anche la bestemmia ha perso di valore, a 10 anni ne scrivono così tante che oramai manco se ne accorgono.

la cultura pop è diventata una vera merda, sembriamo tutti tossici di emozioni e queste emozioni le cerchiamo ovunque, a gratis.

il problema è che nulla nella vita ha un valore se non risultato di uno sforzo personale che ti ripaga in esperienza.

la musica è proprio il termometro dei tempi, un tempo c'erano i garage, i ragazzi si riunivano e ci sbattevano la testa per creare qualcosa di vissuto sul serio, chi comprava un album lo annusava e lo toccava come fosse un talismano, c'era una tempistica diversa, un'esperienza diversa.

oggi invece questo valore musicale è stato intercettato dalle multinazionali, i "cantanti" sono pacchetti di marketing creati ad arte, la musica non ha un fondamento radicato nell'intimità dell'artista, non ci sono più i grandi temi alla de andrè o alla guccini, ma solo 4 stronzate retoriche sull'amore e sui soldi/bella vita.


ma questo non vale solo per la musica ma per tutto ovviamente, sta tutto diventando usa e getta in una corsa frenetica.
la cosa bella è che sono sicuro i nostri nonni o bisnonni avrebbero detto lo stesso di noi, quindi magari ci sta, i tempi cambiano ed il mondo andrà avanti ugualemte
Nulla da aggiungere.

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La vendita dei nuovi diritti TV
« Risposta #595 il: 24 Settembre, 2019, 22:06:14 pm »
Mi sembra il discorso che si faceva all’epoca delle prime televisioni e della successiva diffusione del teatro, per l’appunto, in TV.

Viviamo nell’epoca digitale dove ogni argomento può essere trattato e discusso. Dove ogni Opera è fruibile. Dove è possibile parlare con persone a 12 ore di aereo di distanza senza andare in aereo porto.

Sono anche io un fruitore di musica “impegnata”, ma di natura curioso è onnivoro. Non giudico i gusti altrui.

Ma non si può contestare un’epoca in cui in 10 minuti si mettono in piedi i migliori think tank e la musica è ovunque. L’mp3 non vale un impianto come quello che ho da 30 anni, ma rappresenta l’immagine della nostra adolescenza, per questo siamo legati ai 33 giri. Perché noi non avevamo il digitale.

Come quelli di 30 anni, negli anni 80 che criticavano il CD. O i VHS.

Sarà sempre così. In fin dei conti non vogliamo ammettere di esserci fatto vecchi...


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« Ultima modifica: 24 Settembre, 2019, 22:07:45 pm da Koji_Kabuto »

Offline Rospo

Re:La vendita dei nuovi diritti TV
« Risposta #596 il: 25 Settembre, 2019, 09:52:35 am »
Mi sembra il discorso che si faceva all’epoca delle prime televisioni e della successiva diffusione del teatro, per l’appunto, in TV.

Viviamo nell’epoca digitale dove ogni argomento può essere trattato e discusso. Dove ogni Opera è fruibile. Dove è possibile parlare con persone a 12 ore di aereo di distanza senza andare in aereo porto.

Sono anche io un fruitore di musica “impegnata”, ma di natura curioso è onnivoro. Non giudico i gusti altrui.

Ma non si può contestare un’epoca in cui in 10 minuti si mettono in piedi i migliori think tank e la musica è ovunque. L’mp3 non vale un impianto come quello che ho da 30 anni, ma rappresenta l’immagine della nostra adolescenza, per questo siamo legati ai 33 giri. Perché noi non avevamo il digitale.

Come quelli di 30 anni, negli anni 80 che criticavano il CD. O i VHS.

Sarà sempre così. In fin dei conti non vogliamo ammettere di esserci fatto vecchi...


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Quoto col sangue.

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Offline Zero

Re:La vendita dei nuovi diritti TV
« Risposta #597 il: 25 Settembre, 2019, 10:10:56 am »
ma è quello che ho detto io, le cose cambiano ed anche i nostri nonni e bisnonni direbbero le stesse cose di noi.
sta scritto in fondo al mio post.

certamente cambiare non vuol dire migliorare, poi se ne può discutere, se si parla della musica ci stiamo facendo vecchi, io parlavo della musica come termometro della società.

tutta questa frenesia e mancanza di emozioni da ricercare ovunque in maniera sempre più estrema come se fosse una dose, la caduta delle grandi ideologie che ha spaesato il popolo che va ricercando punti di riferimento nel consumismo e tante altre cose che non mi posso mettere ad elencare mi preoccupano sinceramente, non credo sia questione di anzianità bensì di vivere nella società civile
« Ultima modifica: 25 Settembre, 2019, 10:12:31 am da Zero »

Re:La vendita dei nuovi diritti TV
« Risposta #598 il: 25 Settembre, 2019, 10:54:22 am »
Guardate che la musica di oggi ha gli stessi valori di scala della musica degli anni 60/70/80/90.
Come una volta c'erano i Little Tony e le Rita Pavone, per ballare scimmiottando gli americani, c'erano i mega gruppi rock e prog. Alla psichedelica, ai Mods, si contrapponeva la disco music e il punk. Al Glam rock si contrapponeva Gazebo e il primo Tra (non il Rap). Durante gli anni 90 al Metal, allo street rock, si contrapponeva il grunge e la musica commerciale. In tutto questo il Pop ha trionfato come genere unificatore, dove grandi gruppi provenienti dal prog e dal Metal hanno cacciato pezzi per la "massa" che ne ha fatto consocere anche la produzione precedente.

Oggi si scimmiottano gli anni 70/80 (vedi il Greta Van Fleeet che in pratica fanno cover di Led Zeppelin e Aerosmith), gli anni 90 con gli Artic Monkeys, ad esempio e poi c'è la musica "nuova" proveniente dal mondo latino americano e trap la cui fruizione è semplicissima visto che nascono e muoiono su YouTube.

Senza Napster col cazzo che ti accorgevi di Eminem. Senza MTV col cavolo che ti accorgevi dei Dire Straits e degli INXS (per dirne una). E poi a ritroso fino ad arrivare ai locali in cui si suonava in tutto il mondo dove sono nati i gruppo degli anni 70. Anche quelli venivano contestati dalla generazione precedente e tacciati di essere "merda". Per un 40enne negli anni 70 la musica era quella di Elvis e di Chuck Berry o di Frank Sinatra.

È sempre la stessa cosa. E prima della diffusione del 33 giri c'era il nastro. Fatemelo dire, l'unico modo per ascoltare la "vera musica" secondo me. La bobina. Ma il 33 giri era più economico e facile da vendere visto che le bobine non potevi portarle in giro, a casa di un amico. Poi sono arrivati i 45 giri e i mangiadischi in auto. Da lì si è solo ed unicamente compattato il formato del supporto audio.

L'mp3 suona meglio di un CD. Se hai l'impianto adatto (o le cuffie), un mp3 non potrà essere superato da nessuno perché usa la luce. E non supporti consumabili come il laser o la testina.

Inoltre l'mp3 è praticamente gratis. Esce così dal banco digitale dello studio.

Io ho avuto uno studio di registrazione, hobby condiviso con alcuni amici. Cambiammo il banco digitale Yamaha degli anni 80 (che prendeva 15 metri), con un O2 della Yamaha che prendeva 80 cm. Lì cercammo di capire se suonava meglio l'analogico. No. Il digitale, se di marca e soprattutto se "costoso" suona meglio due analogico che comunque costa uno sproposito perché gli attacchi sono tutti di platino e oro. Ma dall'O2 usciva già l'mp3 a 160 Kbps. Una cassetta, per dirne una, è 44.1 kbps e un disco è meno di 20. Quindi diciamo che una cosa ci piace e basta, ma non facciamo analisi sociologiche identiche a quelle che facevano i nostri genitori che ci rompevano i coglioni...
« Ultima modifica: 25 Settembre, 2019, 10:57:18 am da Koji_Kabuto »

Re:La vendita dei nuovi diritti TV
« Risposta #599 il: 25 Settembre, 2019, 11:56:51 am »
Guardate che la musica di oggi ha gli stessi valori di scala della musica degli anni 60/70/80/90.
Come una volta c'erano i Little Tony e le Rita Pavone, per ballare scimmiottando gli americani, c'erano i mega gruppi rock e prog. Alla psichedelica, ai Mods, si contrapponeva la disco music e il punk. Al Glam rock si contrapponeva Gazebo e il primo Tra (non il Rap). Durante gli anni 90 al Metal, allo street rock, si contrapponeva il grunge e la musica commerciale. In tutto questo il Pop ha trionfato come genere unificatore, dove grandi gruppi provenienti dal prog e dal Metal hanno cacciato pezzi per la "massa" che ne ha fatto consocere anche la produzione precedente.

Oggi si scimmiottano gli anni 70/80 (vedi il Greta Van Fleeet che in pratica fanno cover di Led Zeppelin e Aerosmith), gli anni 90 con gli Artic Monkeys, ad esempio e poi c'è la musica "nuova" proveniente dal mondo latino americano e trap la cui fruizione è semplicissima visto che nascono e muoiono su YouTube.

Senza Napster col cazzo che ti accorgevi di Eminem. Senza MTV col cavolo che ti accorgevi dei Dire Straits e degli INXS (per dirne una). E poi a ritroso fino ad arrivare ai locali in cui si suonava in tutto il mondo dove sono nati i gruppo degli anni 70. Anche quelli venivano contestati dalla generazione precedente e tacciati di essere "merda". Per un 40enne negli anni 70 la musica era quella di Elvis e di Chuck Berry o di Frank Sinatra.

È sempre la stessa cosa. E prima della diffusione del 33 giri c'era il nastro. Fatemelo dire, l'unico modo per ascoltare la "vera musica" secondo me. La bobina. Ma il 33 giri era più economico e facile da vendere visto che le bobine non potevi portarle in giro, a casa di un amico. Poi sono arrivati i 45 giri e i mangiadischi in auto. Da lì si è solo ed unicamente compattato il formato del supporto audio.

L'mp3 suona meglio di un CD. Se hai l'impianto adatto (o le cuffie), un mp3 non potrà essere superato da nessuno perché usa la luce. E non supporti consumabili come il laser o la testina.

Inoltre l'mp3 è praticamente gratis. Esce così dal banco digitale dello studio.

Io ho avuto uno studio di registrazione, hobby condiviso con alcuni amici. Cambiammo il banco digitale Yamaha degli anni 80 (che prendeva 15 metri), con un O2 della Yamaha che prendeva 80 cm. Lì cercammo di capire se suonava meglio l'analogico. No. Il digitale, se di marca e soprattutto se "costoso" suona meglio due analogico che comunque costa uno sproposito perché gli attacchi sono tutti di platino e oro. Ma dall'O2 usciva già l'mp3 a 160 Kbps. Una cassetta, per dirne una, è 44.1 kbps e un disco è meno di 20. Quindi diciamo che una cosa ci piace e basta, ma non facciamo analisi sociologiche identiche a quelle che facevano i nostri genitori che ci rompevano i coglioni...

:sbav:

solo sul miglior forum sul Calcio Napoli
Il record di 91 punti non è un obiettivo societario, ma un traguardo personale