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Cristo in relazione a Lucifero e Arimane

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Koji_Kabuto:

A Lecture by Rudolf Steiner - Linz, May 18, 1915 - GA 159
(inedito, tradotto dall\'inglese)
 
Un giorno, quando l\'edificio di Dornach, che è dedicato alle scienze spirituali, sarà completato, conterrà, in un luogo significativo, una scultura dominato da tre figure. Al centro di questo gruppo una figura dominerà come se fosse la manifestazione di quello che chiamerei il principio umano più sublime che si sia mai avverato sulla terra. Quindi, si sarà in grado di avvertire questa rappresentazione del più alto principio umano nell\'evoluzione della terra - il Cristo, che nel corso di questa evoluzione ha vissuto tre anni nel corpo di Gesù di Nazareth. Un compito particolare nel ritratto di questa figura di Cristo è quello di rendere visibili due idee. In primo luogo, sarà importante mostrare come l\'essere di cui ci occupiamo abita in un corpo umano. In secondo luogo, deve anche essere evidente come questo corpo umano, in ogni espressione del viso e in ogni suo gesto, rifletta in modo elevato la magnifica raffinatezza spirituale che scese con il Cristo da altezze cosmiche e spirituali per entrare in questo corpo nel suo trentesimo anno. Poi ci saranno le altre due figure nel gruppo, una a sinistra e l\'altra a destra della figura del Cristo, se questo è il nome giusto per la figura che ho appena abbozzato. La figura del Cristo è posta in modo tale da raffigurarla in piedi di fronte a una roccia che si innalza in modo notevole al suo fianco sinistro, con la cima che si estende al di sopra della sua testa. In cima alla roccia ci sarà un\'altra figura, alata ma con le ali rotte e che, per questo motivo, sta per cadere nell\'abisso  Una caratteristica della figura del Cristo che deve essere elaborata con attenta cura artistica, è il modo in cui alza il braccio sinistro, perché è proprio questo gesto che fa precipitare la rottura delle ali. Non deve apparire, tuttavia, come se fosse il Cristo stesso a rompere le ali di questo essere. Piuttosto, l\'interazione delle due figure deve essere raffigurata artisticamente in modo da mostrare come il Cristo, con il movimento stesso della mano alzata, esprima la sua infinita compassione per questo essere. Ma questo essere non può sopportare l\'energia che fluisce verso l\'alto attraverso il braccio e la mano, una energia che si evidenzia dalle impronte che le dita della mano tesa sembrano lasciare nella stessa roccia. Quando questo essere entra in vicinanza con l\'essere di Cristo, sente qualcosa che può essere espresso con le parole: non posso sopportare la irradiazione di tale purezza su di me.
Questa sensazione domina in modo tanto cruciale da spezzare le ali di questo essere e causarne l’imminente tuffo nell\'abisso. Rendere evidente tutto questo sarà un compito artistico particolarmente importante e capirete come si potrebbe facilmente fraintendere il significato di questa interazione. Immaginate, per esempio, un ritratto artistico del Cristo che suggerisse che solo alzando la mano avesse emesso una tale forza su quell\'essere da rompergli le ali, costringendolo al tuffo nell\'abisso. In tal caso sarebbe il Cristo stesso ad irradiare questo essere, per così dire, con odio, e in tal modo causarne la caduta. Una tale impressione non deve in nessun modo essere comunicata. Piuttosto, l\'essere deve essere raffigurato come aver causato la sua propria caduta, perchè colui che deve essere raffigurato precipitando verso il basso, con le ali spezzate, è Lucifero.
Consideriamo ora l\'altro lato del gruppo, verso destra della figura del Cristo. Lì, la roccia avrà una sporgenza e, quindi, sotto sarà concava. In questa depressione ci sarà un\'altra figura alata, che, con organi a mo’ di arti, si gira verso la sporgenza superiore. Questo va visualizzato come segue. A destra c\'è la depressione nella roccia e in essa si trova questa figura alata con le ali completamente diverse dalla figura in cima alla roccia. Le ali della figura in cima alla roccia sono simili a quelle di un\'aquila, mentre la figura nella depressione ha ali da pipistrello. Questa figura praticamente si interra nella grotta e lavora in catene, sempre impegnato a minare il regno terreno.
La figura del Cristo, nel mezzo, ha la mano destra rivolta verso il basso e la sinistra verso l\'alto. Anche in questo caso, sarà un compito artistico importante di non mostrare il Cristo come se volesse incatenare questa figura, anzi, egli ha un’infinita compassione per questo essere, che è Ahriman. Ahriman non può sopportare questa compassione e si contorce dal dolore causato da ciò che emana dalla mano del Cristo. Questo splendore che irradia dalla mano di Cristo induce le vene d\'oro lungo la depressione nella roccia ad avvolgersi attorno al corpo di Ahriman come forti corde che lo incatenano. Quello che accade a Lucifero è causato da lui stesso, e questo vale pure per Ahriman. Questo concetto prenderà forma in una scultura che verrà installata in un luogo significativo nel nuovo edificio. Sopra al gruppo scultoreo si cercherà di esprimere il medesimo motivo per mezzo della pittura, ma in tal caso il concetto deve essere espresso diversamente. In sintesi, il gruppo di tre figure: Cristo, Lucifero e Arimane starà in basso come una scultura, e in alto, lo stesso motivo apparirà come un dipinto.
Stiamo introducendo questa configurazione di un rapporto tra Cristo, Lucifero e Arimane nel nostro edificio di Dornach perché la scienza dello spirito ci rivela, in un certo modo, che il prossimo passo nella comprensione dell’impulso del Cristo sarà fare in modo che finalmente l\'uomo capisca come le tre potenze che sono il Cristo, Lucifero e Ahriman sono coinvolte in questo mondo. Fino ad oggi si è parlato molto di cristianesimo e l\'impulso di Cristo, ma l\'uomo non ha ancora raggiunto una chiara comprensione di ciò che l\'impulso Cristo ha portato nel mondo come risultato del Mistero del Golgota. Certo, si ammette in modo generale che esiste un Lucifero o un Ahriman, ma così facendo, si è fatto sembrare come se si dovesse fuggire da questi due, come se si volesse dire: "Non voglio avere niente a che fare con Lucifero e Arimane!" Nella conferenza pubblica di ieri ho descritto si possono trovare le forze del divino-spirituale. Se queste forze rifiutassero qualsiasi rapporto con Lucifero e Arimane, il mondo non potrebbe esistere. Uno non ottiene il giusto rapporto con Lucifero e Arimane dicendo: "Lucifero, fuggo da te! Arimane, fuggo da te!" Al contrario, tutto ciò a cui l\'uomo deve tendere a seguito dell\'impulso del Cristo deve essere visto come simile allo stato di equilibrio di un pendolo. Al centro, il pendolo è in perfetto equilibrio, ma deve oscillare da una parte o dall\'altra. Lo stesso vale per lo sviluppo dell\'uomo sulla terra. L\'uomo deve oscillare da una parte secondo il principio luciferino e l\'altro secondo il principio di Ahriman, ma deve mantenere sempre il suo equilibrio attraverso la coltivazione della dichiarazione di Paolo, "Non io, ma Cristo in me".
Per capire il Cristo nella sua attività quintessenziale Lo dobbiamo concepire come una realtà, come una forza operativa. Vale a dire, dobbiamo renderci conto che ciò che si intrecciò con la nostra evoluzione, qui sulla terra, mediante il Mistero del Golgota era presente come un dato di fatto. Non importa quanto questo fatto sia stato compreso, bene o in modo inadeguato, dal genere umano fino ad ora, quello che è importante è che è stato presente, influenzando lo sviluppo umano sulla terra. Si potrebbe parlare a lungo per spiegare esattamente ciò che l\'uomo non ha capito dell\'impulso del Cristo fino ad ora; la scienza dello spirito dovrà fare la sua parte per giungere ad una piena comprensione di come l\'impulso del Cristo è venuto da dimensioni spirituali e ha influenzato lo sviluppo dell\'uomo sulla terra attraverso il Mistero del Golgota. Per renderci conto di quanto il Cristo sia diventato una forza operante, cerchiamo di visualizzare - come è stato fatto altrove - due eventi negli annali dell\'evoluzione dell\'uomo che hanno influenzato lo sviluppo di tutto il mondo occidentale.
Vi ricorderete un evento importante della storia, quando Costantino, figlio di Costanzo Cloro, sconfisse Massenzio e quindi introdusse il cristianesimo esternamente nella corrente principale della civiltà occidentale. Costantino ha dovuto combattere quella battaglia importante contro Massenzio in modo da poter stabilire il cristianesimo come religione ufficiale nel suo impero occidentale. Se questa battaglia non avesse avuto luogo, l\'intera mappa dell\'Europa sarebbe stata diversa. Ma l’esito di questa battaglia in realtà non fu decisa dall\'abilità militare, cioè, dall\'acutezza intellettuale delle persone dell’epoca, ma da qualcosa di completamente diverso. Massenzio consultò i cosiddetti Libri Sibillini, gli oracoli profetici di Roma, che lo guidarono ad uscire fuori dalla sicurezza dei muri di Roma col suo esercito, e affrontare l\'esercito di Costantino in campo aperto. Costantino, da parte sua, fece un sogno prima della battaglia in cui gli fu detto che: "Se ti vai incontro a Massenzio sotto la bandiera del Mistero del Golgota raggiungerai un grande obiettivo", infatti, Costantino portava il simbolo del Mistero Golgota - la croce - quando condusse le sue truppe in battaglia, anche se il suo esercito era per tre quarti inferiore a quella di Massenzio. Entusiasmato dalla potenza emanata dal mistero del Golgota, Costantino vinse quella battaglia storica con conseguente introduzione esterna del cristianesimo in Europa. Quando ci si rende conto fino a che punto la gente a quell\'epoca comprendevano l\'impulso Cristo in modo puramente intellettuale, non è sorprendente scoprire che ne seguì una lite teologica senza fine. Si discuteva se Cristo era consustanziale con Dio Padre in eterno, e così via. Diciamo questo, che il grado di conoscenza dell’impulso del Cristo accessibile agli esseri umani a quell\'epoca non è importante, ma che è invece importante il fatto che l\'impulso del Cristo era presente e che attraverso il sogno guidò Costantino a realizzare ciò che doveva accadere. Ciò che è importante è la realtà del Cristo e del Suo potere reale e visibilmente attivo. Solo nella scienza dello spirito si comincia a capire che cosa è l\'impulso del Cristo.

Leonemoro:

Sant\' Agostino: "Si Deus est, unde malum"?
 
 
Cristo è l\'esempio vivente di come il "male" ed "il bene", assunti come concetto morale, sono insolubili su questa terra e la sua materialità. Senza il male non c\'è misura del bene, questo lo comprende chiunque, e questo vale per qualunque tempo od epoca, per qualunque sovrastruttura morale. Cristo indica la via: conosci te stesso, il Tempio di Dio padre è dentro di te. E, dentro ciascuno di noi, c\'è ciò che Sant\'Agostino lucidamente, e misticamente, denunciava.

Doctor J:

Voi non accettate il male perché non accettate il giudizio di Dio
Il male , come spiega il libro di Giobbe, esiste oltre il vopere di Dio perché la ribellione e la superbia non furono preventivate ma serve a Dio per capire le scelte degli uomini

Koji_Kabuto:


--- Citazione da:  link=topic=26071.msg#msg date=99 --- Il male , come spiega il libro di Giobbe, esiste oltre il vopere di Dio perché la ribellione e la superbia non furono preventivate ma serve a Dio per capire le scelte degli uomini
--- Termina citazione ---

no Peppe. Nulla esiste "oltre" il potere di Dio.
Questa, permettimi, è una mostruosità

Leonemoro:

per me, senza male non c\'è bene, e senza tenebre non c\'è luce. Perchè? perchè non c\'è il metro di misura per l\'uomo. Cos\'è il Male, c\'è una precisa elencazione? se volessimo utilizzare il metro della morale non ce ne usciremmo più, visto che il metro della morale è legato ai tempi, alle società ed i costumi.

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