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Esoterismo in musica

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Esoterismo in musica
« il: 05 Dicembre, 2014, 09:26:44 am »
Topic di discussione generale , dal sosia di Paul con cui ci hanno fatto la uallera alla pizzaiola  :look:  ai dischi al contrario  per bimbominkia  :asd:  fino alle cose molto serie e su cui si deve discutere
 
Partendo dal disco sgt Pepper su cui Mattia ha illustrato tanti motivi di interesse, ai testi dei led Zeppelin  :sbav:  fino a Mozart....non dimentichiamoci Mozart, il Flauto magico, ma anche certe cose di Wagner
 
Insomma topic tortano, se ce lo metti ce lo trovi  :sisi:

Re:Esoterismo in musica
« Risposta #1 il: 05 Dicembre, 2014, 11:35:06 am »
"Aspetti e Significati Esoterici del Parsifal di Wagner"

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La stessa idea di redenzione, fraintesa da Nietzsche come simbolo della cristianità trionfante, rappresenta quindi per Wagner un vero e proprio viaggio iniziatico durante il quale il puro folle si sottomette a diverse prove (un chiaro riferimento ai cerimoniali massonici del Rito Scozzese Antico e Accettato), come quelle che Parsifal deve affrontare nel corso del secondo atto dell’opera: nel richiamo carnale di Kundry e delle fanciulle-fiore e, soprattutto, nel duello con il malvagio mago Klingsor...
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Anche la stessa leggenda del Graal assurge a un preciso significato esoterico, oltre a ereditare un determinato passaggio dalla volontà della materia, concepita nella tetralogia wagneriana, a quella dello spirito, presente appunto nel Parsifal. Si tratta, come ha brillantemente dedotto Pierre Legardien, uno dei pochi studiosi che abbia affrontato l’analisi dell’opera nell’ottica dell’interpretazione ermetica, di un «assorbimento spirituale della lotta per il tesoro dei Nibelunghi». Per Wagner, quindi, l’Anello della tetralogia e il sacro calice del Parsifal, fini di una determinata ricerca, rappresentano entrambi la via di un’iniziazione, la prima essoterica (il conseguimento di un potere fisico), la seconda esoterica (il raggiungimento di un potere metafisico). A questo punto, è interessante notare che se Mozart fu capace di comporre un’opera iniziatica, come Die Zauberflöte, attraverso l’esperienza diretta tra i liberi muratori con la sua adesione alla loggia Zur gekrönten Hoffnung (Alla speranza incoronata), avvenuta nel 1785, nella quale raggiunse il terzo grado della scala massonica, corrispondente a “Maestro”, Wagner, da parte sua, riuscì a creare l’intera struttura esoterica del Parsifal grazie alle testimonianze indirette e teoriche che riuscì a ottenere sulla completa gerarchia massonica. Ma questa iniziazione, oltre a fare debito riferimento all’ermetismo massonico, si avvale anche di una simbologia alchemica. I versi poetici del libretto, difatti, celano inequivocabili allegorie che richiamano alla mente i procedimenti usati dagli alchimisti per giungere alla conquista della Pietra filosofale, come viene intesa la piena realizzazione illuminata dell’essere umano, che abbandona lo status di profano per innalzarsi a quella di iniziato. Altri esempi possono aiutare a capire meglio tale concetto. Nel primo atto dell’opera, Wagner sostituì la scena della pesca, presente nel Parzival di Wolfram von Eschenbach, perché la ritenne inadatta al contesto sacrale del racconto. Al suo posto, invece, inserì la scena del bagno del Re (Amfortas, ferito al fianco dalla lancia scagliata da Klingsor, si bagna ogni mattina nelle acque del lago nel tentativo di lenire il dolore) che, nel linguaggio alchemico, indica la cosiddetta via umida della Trasmutazione. Cambiare per poter essere: un’altra prova iniziatica alla quale si sottopone inutilmente il re Amfortas per guarire dalla ferita, ossia dal suo peccato. Il bagno, in questo senso, assume la visione di un atto di purificazione, di redenzione che permette non solo di cancellare la colpa scaturita dal peccato, ma anche di accedere alla dimensione di iniziato. Ma, in questo caso, il sovrano non ottiene nessun risultato, come colui che affronta il sentiero alchemico, senza avere tuttavia la predisposizione e la capacità per farlo. Subito dopo, introdotto da un pauroso mutamento orchestrale, subentra l’episodio dell’uccisione del cigno per mano di Parsifal. Anche questo animale ha un significato fondamentale nella filosofia alchemica. Il cigno è il simbolo del mercurio, elemento volatile per eccellenza, che trasforma l’impuro in puro. Il significato di questa scena è quantomeno evidente: il puro folle, giunto sulle sponde del lago, uccide inconsapevolmente il cigno, animale sacro per i cavalieri del Graal. La sua folle purezza lo ha guidato in questo gesto, considerato sacrilego da tutti coloro che lo attorniano, a cominciare dal vecchio Gurnemanz che non si rende conto che il cigno, simbolo di trasmutazione, è morto per mano di colui che è destinato a redimere l’uomo, macchiato dal peccato e dall’impurità. Anche all’inizio del terzo atto, Wagner utilizzò il linguaggio alchemico per rendere evidente, ai pochi, il suo messaggio. Parsifal si mostra a Gurnemanz e a Kundry con un’armatura nera. Il vecchio cavaliere narra al reine Tor (il puro folle) come il regno del Graal sia immerso nel lutto per la morte di Titurel, padre di Amfortas e custode del sacro calice. Detto ciò, Gurnemanz e la bella selvaggia gli tolgono la corazza e il protagonista dell’opera mostra il corpo avvolto in una veste bianca. Gurnemanz lo battezza con l’acqua della fonte e lo conduce di fronte al Graal, nella sala del castello dov’è custodito. Una volta al cospetto del sacro calice, una luce rossa si diffonde nella sala. A prima vista, sembrerebbe una scena nella quale Parsifal, ormai conscio della propria missione redentrice, accetta il sacramento del battesimo e la conseguente liturgia cristiana esposta nel finale dell’opera, attraverso l’apoteosi del Graal, la guarigione di Amfortas e la redenzione di Kundry, finalmente libera da tutti i suoi peccati. Questo, però, è quanto giace sulla superficie del mare profano. Il vero significato di questa scena è nella corretta interpretazione dei tre colori, il nero, il bianco e il rosso, che si succedono in questo preciso ordine. Tale successione cromatica è alla base della cosiddetta Opera ermetica, scopo ultimo di ogni alchimista: il nero rappresenta la morte e il ritorno al caos indifferenziato che sfocia nel bianco, simbolo della purificazione e della conseguente rinascita spirituale, per giungere infine al rosso, che testimonia dell’avvenuta illuminazione interiore e del nuovo grado di iniziato. Questa disamina, che capovolge le interpretazioni e le analisi musicologiche sul Parsifal, ha provocato naturalmente anche contraddizioni e paradossi: è il rischio che può correre ogni opera ermetica, in balia di visioni e manipolazioni di ogni tipo. È proprio quanto è successo all’ultimo capolavoro wagneriano, quando il nazionalsocialismo prese il potere nel 1931. Potrà sembrare bizzarro, ma furono gli stessi nazisti, infatti, a esaltare, seppure in maniera del tutto distorta, la visione spirituale, di ricerca, di illuminazione presente nel Parsifal. Eppure, ci si è sempre chiesti come mai quest’opera, apparentemente agli antipodi rispetto alle dottrine e alla Weltanschaaung nazionalsocialista, abbia potuto interessare e affascinare Adolf Hitler e altri esponenti del regime. La risposta sta proprio nella sua dimensione profondamente antimodernista, nella ripresa di temi estremamente cari alle teorie hitleriane, quali il senso di “rinascita”, di “purificazione”, di condanna e soppressione di tutto ciò che è “impuro”. Il Führer, affascinato dalle teorie antisemite del compositore di Lipsia, dalle sue dottrine sul vegetarianismo e contro la vivisezione animale («Non si può comprendere il nazionalsocialismo, se non si conosce la musica di Wagner», ripeteva spesso Hitler), ebbe tra tutte le opere del musicista una vera e propria passione per il Rienzi, nel quale rivedeva se stesso, ma vide soprattutto nel Parsifal la pianificazione artistica del suo credo e delle sue teorie assolutiste. «Ciò che vi è celebrato [nel Parsifal, N.d.A.] non è la religione della compassione del cristiano Schopenhauer, ma il puro e nobile sangue, la cui purezza deve essere protetta ad ogni costo dalla confraternita di tutti gli iniziati», raccontò all’inizio degli anni Trenta Hitler al generale Hermann Rauschning, suo confidente dell’epoca. «Il re [Amfortas, N.d.A.] soffre di una malattia incurabile, causata dal suo sangue infettato. Ciò significa simbolicamente che l’incosciente e puro essere umano può lasciarsi tentare, perfino sottomettersi alla frenesia e ai piaceri della civiltà corrotta, rappresentata dal giardino magico di Klingsor, oppure può unirsi alla nobile schiera di cavalieri che custodiscono il segreto della vita, che ha in sé il sangue puro. Tutti noi soffriamo del male dato dal sangue corrotto e degenerato. Come possiamo dunque purificarci ed espiare questa colpa? Noti come la compassione, che conduce alla consapevolezza, riguardi esclusivamente l’uomo che è intimamente corrotto, vittima delle sue contraddizioni. E tale compassione porta a un solo risultato, quello di lasciare che il male conduca alla morte. Vita eterna, dunque, come viene concessa dal Graal, a coloro che sono veramente puri e nobili». Queste parole, che riconducono indubbiamente a una concezione elitaria e brutale, fanno comprendere meglio ciò che il nazismo volle assimilare dalla musica e dalla visione del mondo wagneriana. Anche Hitler, come Nietzsche, anche se su piani completamente diversi, si scagliò contro la compassione e la pietà degenerante, segni incontrovertibili presenti nei più deboli e in coloro che auspicavano una rappresentazione orizzontale, banale della vita. Contro tutti quelli che si sentivano come Amfortas, rassegnati e inermi contro la marea montante della civilizzazione, resi vittime «durch Mitleid wissend», “consapevoli attraverso la compassione”, per usare il verso poetico di Wagner e ripreso, di pari passo, da Hitler, si doveva opporre, secondo le teorie naziste, la legge del Blot, del sangue purificato, simboleggiato dalla parabola di Parsifal. Al di là di queste nefaste forzature, non si potrà mai mettere in discussione la vastità di intenti, le molteplici chiavi di approccio, la straordinaria profondità intellettuale e spirituale raggiunti dal Parsifal, un’opera che ha pochi eguali in tutta la storia della musica. Non si potrebbe altrimenti comprendere perché Wagner nel 1862, come ha ricordato giustamente Thomas Mann, quindi vent’anni esatti prima di porre fine al suo capolavoro e in piena elaborazione de Die Meistersinger von Nürnberg, in una lettera, indirizzata all’amico e collaboratore Hans von Bülow, scrisse che il Parsifal sarebbe stata sicuramente la sua ultima opera. Perfino lo stesso compositore di Lipsia, che per tutti i suoi settant’anni non si stancò mai di creare, distruggere, anticipare, precisare e spazzare via con la sua arte rivoluzionaria il mondo della cultura europea, si rese conto in quel frangente che, dopo un lavoro come il Parsifal, non avrebbe mai più potuto scrivere una sola nota e un solo verso poetico. Di Andrea Bedetti

Re:Esoterismo in musica
« Risposta #2 il: 05 Dicembre, 2014, 16:13:48 pm »
Pur apprezzando il Parsifal di Wagner, soprattutto per l'aspetto musicale,  a mio avviso ci sono aspetti del mito del Graal che ripropone in quest'opera in maniera molto confusa, con un riflesso romantico che non corrisponde affatto al vero spirito dell'opera che fu scritta da Wolfram Von Eschenbach, opera che invece descrive il percorso iniziatico non di un puro (e che percorso iniziatico mai dovrebbe percorrere un "puro"?) ma di un "cavaliere" che arriva al Graal grazie alle prove che via via riesce a superare, Parsifal è il Guerriero che affronta ogni avversità, vince la Morte pur di conquistare la corona di Re, è l'Eroe che vuole farsi simile agli dei.

Re:Esoterismo in musica
« Risposta #3 il: 30 Maggio, 2015, 17:11:58 pm »
http://www.centrosangiorgio.com/rock_satanico/articoli/pagine_articoli/genesis_e_apocalisse.htm

Tie tie....una recensione su supper ready in chiave esoterica .....per Diego per bruno Mattia e mo ci vorrebbe koji grande fan dei genesis

L'ho trovata in rete dopo poco mi sono addormentato, mo ve la sciroppate anche voi

Re:Esoterismo in musica
« Risposta #4 il: 30 Maggio, 2015, 18:24:47 pm »
http://www.centrosangiorgio.com/rock_satanico/articoli/pagine_articoli/genesis_e_apocalisse.htm

Tie tie....una recensione su supper ready in chiave esoterica .....per Diego per bruno Mattia e mo ci vorrebbe koji grande fan dei genesis


L'ho trovata in rete dopo poco mi sono addormentato, mo ve la sciroppate anche voi

Azz, me la spupazzo subito :sbav:

Re:Esoterismo in musica
« Risposta #5 il: 30 Maggio, 2015, 18:48:41 pm »
Letto. Molte delle cose scritte erano a me note. Naturale per un cultore della band quale sono. Una cosa voglio aggiungere: la musica degli anni '70 ha rappresentato il massimo in ogni senso. Si scrivevano testi impegnati che erano supportati da musiche tecniche e visionarie. Tutto ciò che dagli anni '80 in poi non si fa più. Ed ecco perchè la musica oggi fa cagare in quasi tutte le sue espressioni. Chest è :D

Re:Esoterismo in musica
« Risposta #6 il: 30 Maggio, 2015, 19:08:31 pm »
Letto. Molte delle cose scritte erano a me note. Naturale per un cultore della band quale sono. Una cosa voglio aggiungere: la musica degli anni '70 ha rappresentato il massimo in ogni senso. Si scrivevano testi impegnati che erano supportati da musiche tecniche e visionarie. Tutto ciò che dagli anni '80 in poi non si fa più. Ed ecco perchè la musica oggi fa cagare in quasi tutte le sue espressioni. Chest è :D

erano grandi msuicisti , colti sia musicalmente che tecnicamente sugli strumenti , poi c'erano i fenomeni tipo hendrix che avevano doti naturali . Dal 65-66 al 75-76 per me il rock ha prodotto mostruosità inarrivabili

Ma per questo nel 76 nacque il punk, per spazzare via il rock colto , tecnico , impegnato , dei veri musicisti e far uscire musica di merda da due minuti a pezzo fatta da ragazzi senza nessuna scuola che non davano nessun messaggio.

Io ho sentito e mi è piaciuto tutto, dal progressive al punk più rozzo , fa bene tutto.

Re:Esoterismo in musica
« Risposta #7 il: 30 Maggio, 2015, 19:11:12 pm »
erano grandi msuicisti , colti sia musicalmente che tecnicamente sugli strumenti , poi c'erano i fenomeni tipo hendrix che avevano doti naturali . Dal 65-66 al 75-76 per me il rock ha prodotto mostruosità inarrivabili

Ma per questo nel 76 nacque il punk, per spazzare via il rock colto , tecnico , impegnato , dei veri musicisti e far uscire musica di merda da due minuti a pezzo fatta da ragazzi senza nessuna scuola che non davano nessun messaggio.

Io ho sentito e mi è piaciuto tutto, dal progressive al punk più rozzo , fa bene tutto.

Il punk fu spinto e supportato dai grandi network radiofonici che si erano rotti le scatole di musica iper dilatata nel tempo che non era più commerciale. Non fu un movimento così spontaneo insomma.
Attenzione, non dico che dopo i '70 non si sia più fatta buona musica, ma si è tutto semplificato e per certi versi omologato. E' mancato il coraggio di fare musica libera.

Re:Esoterismo in musica
« Risposta #8 il: 30 Maggio, 2015, 19:18:43 pm »
Il punk fu spinto e supportato dai grandi network radiofonici che si erano rotti le scatole di musica iper dilatata nel tempo che non era più commerciale. Non fu un movimento così spontaneo insomma.
Attenzione, non dico che dopo i '70 non si sia più fatta buona musica, ma si è tutto semplificato e per certi versi omologato. E' mancato il coraggio di fare musica libera.

ma dopo beatles stones pink floyd genesis zeppelin velvet underground jehtro tull hendrix the who black sabbath deep purple bowie degli inizi captain beefheart springsteen (che fece born to run nel 74), diciamo che era difficile fare qualcosa di nuovo.

Una novità sono stati i clash che hanno mischiato rock e reggae e hanno fatto quel london calling nel 79 che fu un disco spaziale, un pò di dark dei primi 80, i primi dischi degli u2, qualche gruppo sporadico qua e la tipo nirvana pearl jam oasis.

Poi vorrei stendere un velo pietoso ....

Re:Esoterismo in musica
« Risposta #9 il: 30 Maggio, 2015, 19:30:35 pm »
ma dopo beatles stones pink floyd genesis zeppelin velvet underground jehtro tull hendrix the who black sabbath deep purple bowie degli inizi captain beefheart springsteen (che fece born to run nel 74), diciamo che era difficile fare qualcosa di nuovo.

Una novità sono stati i clash che hanno mischiato rock e reggae e hanno fatto quel london calling nel 79 che fu un disco spaziale, un pò di dark dei primi 80, i primi dischi degli u2, qualche gruppo sporadico qua e la tipo nirvana pearl jam oasis.

Poi vorrei stendere un velo pietoso ....
E The Police prima maniera non entrano nell'elenco dei "contaminatori? 

Re:Esoterismo in musica
« Risposta #10 il: 30 Maggio, 2015, 19:51:50 pm »
nell'articolo linkato da DJ ho trovato molto interessante la testimonianza di un fenomeno di "Magia Avatarica" vissuto in prima persona dai protagonisti, conferma che "chi va per questi mari questi pesci piglia" (cit) :)

Non che sia uno studioso del fenomeno musica rock, ma a suo tempo mi sono già espresso a riguardo,  ed anche dei Genesis già intuivo e sapevo. ;)

Re:Esoterismo in musica
« Risposta #11 il: 30 Maggio, 2015, 20:06:20 pm »
E The Police prima maniera non entrano nell'elenco dei "contaminatori? 

i police li ho ascoltato molto da ragazzino, bei dischi, li ricordo con grande affetto. Dai police passai alla musica rock...
Se non erro il loro disco d'esordio era del 77, ragatta da blanc, na cos e chest. Bella musica, ma non rientrano nel genere rock per me

Re:Esoterismo in musica
« Risposta #12 il: 02 Maggio, 2016, 10:44:07 am »
The Led Zeppelin III Inscribed Hidden Aleister Crowley Messages
by Raul

Led Zeppelin released Led Zeppelin III on October 5, 1970. The original vinyl edition was packaged in a gatefold sleeve with an innovative cover, designed by Zacron, a multi-media artist whom Jimmy Page had met in 1963 whilst Zacron was a student at Kingston College of Art.
Aleister Crowley Led Zeppelin III So Mote Be It Message

The first pressings of the actual vinyl record itself included an inscription on the run-out groove of each side of the record.
Side One – “So Mote Be It”
Side Two – “Do What Thou Wilt”

Page and engineer Terry Manning inscribed the quotes from Occultist & Black Magician Aleister Crowley during the final mastering process.

Let’s get down to the basic meanings of the quotes.

DISCLAIMER: I AM NOT AN EXPERT IN THIS SUBJECT

“So Mote Be It” is a motto of sorts for black magic, paganism and all that stuff Page was into. It means “so may it be” or “so must it be” and it may be said at the end of a prayer in a similar way to “amen”. “So mote it be” with the last two words swapped is also a ritual phrase used by Freemasons.
This second quote “Do What Thou Wilt” is identical to one in the core tenet of Crowley’s philosophy of Thelema:
“Do what thou wilt shall be the whole of the law. Love is the law, love under will. There is no law beyond do what thou wilt.”

Page was a scholar of Crowley’s work, owning a private collection of Crowley manuscripts and artwork. In 1971, Page even bought one of Crowley’s former residences, Boleskine House on the shores of Loch Ness in Scotland because he felt it would be a good atmosphere in which to write songs. Led Zeppelin filmed parts of the movie “The Song Remains the Same” on Crowley’s former grounds.
Page rarely used the home and sold the property in 1992. The etchings on the vinyl eventually disappeared on subsequent pressing making the first run of Led Zeppelin III a collectors item.
Lots of other musicians have used the run out groove to leave hidden messages or list bonus tracks since.

@The UnderRoller
@Leonemoro

preso da una pagina fb di fans dei led zeppelin. E' in inglese , la traducete sicuro meglio di me...ci sono anche foto del disco dove minuscolo appare do what thou wilt


Re:Esoterismo in musica
« Risposta #13 il: 02 Maggio, 2016, 16:05:02 pm »
mah, non è che dica alcunché di significativo, imho. "Così deve essere" è sì la formula di chiusura di riti magici, ma anche delle preghiere in Chiesa ("E' così sia") per cui questo accostamento alla magia nera, paganesimo et similia mi pare eccessivo da parte del commentatore. D'altro canto è vero che così si trasmette la volontà dell'operatore, così anche in relazione al concetto che "la legge è legge"...

detto ciò, che ci siano frasi che in qualche modo si rifacciano a riti magici o quant'altro, è cosa normale in gruppi che si rifanno a certe tematiche... ma che ci sia sotto un sapere occulto in qualche modo trasmesso, o fantasticherie di vario genere su un rito eventualmente realizzato per mezzo del disco è da respingere puranche dai "desiderata" di chi ha scritto il testo, per me.

Esoterismo in musica
« Risposta #14 il: 03 Maggio, 2016, 09:31:32 am »
I led zeppelin, meglio jimmi page, aveva un grande interesse per l'esoterismo. Moltissime cose portano senza dubbio a un legame, a differenza di altri gruppi che lo facevano per marketing, per attirare con la trasgressione. A me è' sempre piaciuto il loro simbolo dell'angelo caduto, che non vedo proprio un simbolo casuale o l'eremita di led zeppelin IV, preso dai tarocchi


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