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La Massoneria italiana del dopoguerra

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Re:La Massoneria italiana del dopoguerra
« Risposta #15 il: 25 Aprile, 2018, 19:15:50 pm »
Le ultime due frasi racchiudono l’equivoco. Quella non è Massoneria. La Massoneria non è ricerca del trascendente. Quella è la religione


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Ok ma allora cosa spinge uno a chiedere di entrare ?
Oltre al fascino che può avere un’organizzazione avvolta dal mistero
È per aumentare la cultura? No n credo , i libri te li compri lo stesso
Ti svelano i misteri? A quanto ho capito no, tocca a te arrivarci
Forse le cd chiavi .....ma lo vorrei sapere da te


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Koji_Kabuto

Re:La Massoneria italiana del dopoguerra
« Risposta #16 il: 25 Aprile, 2018, 19:16:41 pm »
Ok ma allora cosa spinge uno a chiedere di entrare ?
Oltre al fascino che può avere un’organizzazione avvolta dal mistero
È per aumentare la cultura? No n credo , i libri te li compri lo stesso
Ti svelano i misteri? A quanto ho capito no, tocca a te arrivarci
Forse le cd chiavi .....ma lo vorrei sapere da te


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Chiediamo a Fabio


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Re:La Massoneria italiana del dopoguerra
« Risposta #17 il: 25 Aprile, 2018, 19:46:26 pm »
Chiediamo a Fabio


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:stralol:
"IN THE MAZE OF HER IMAGINATION"

#liberailnapoli


ROCK 'N ROLL STOPS THE TRAFFIC

Online Zero

Re:La Massoneria italiana del dopoguerra
« Risposta #18 il: 25 Aprile, 2018, 19:51:55 pm »
E che ne so io, mica sono un massone, i veri massoni sono solo quelli inglesi dove possono fare la sagra del wurstell rituale ma coi guanti bianchi eh

Online Zero

Re:La Massoneria italiana del dopoguerra
« Risposta #19 il: 25 Aprile, 2018, 20:37:22 pm »
Comunque luf e tup significano qualcosa e non ci si può arrogare il diritto di autorizzare un discorso oppure no. Se uno ha una consapevolezza non può essere di meno di quello che è, se uno è alchimista lo è sempre non si può mettere in standy by durante un rituale.
La massoneria esiste, come tradizione, da millenni ed il 1717 è stato l’inizio della fine della massoneria, una parabola discendente fino ad oggi quindi gli inglesi facessero poco i simpatici che si sono autoproclamati come morte di una tradizione millenaria.
Poi se uno crede che sia un discorso spirituale problemi suoi... ripeto luf tup

Re:La Massoneria italiana del dopoguerra
« Risposta #20 il: 25 Aprile, 2018, 20:46:39 pm »
Chiediamo a Fabio


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Fabio ha risposto ma io nun aggia capit nu cazz

Sulla storia della massoneria ho comprato un bel libro , scritto sicuramente da un Maestro massone. E parte dai misteri greci e dagli egizi, sta tutto lì, la Massoneria avrebbe semplicemente custodito questi misteri per i pochi in grado di accettarli


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Koji_Kabuto

Re:La Massoneria italiana del dopoguerra
« Risposta #21 il: 25 Aprile, 2018, 20:58:47 pm »
Comunque luf e tup significano qualcosa e non ci si può arrogare il diritto di autorizzare un discorso oppure no. Se uno ha una consapevolezza non può essere di meno di quello che è, se uno è alchimista lo è sempre non si può mettere in standy by durante un rituale.
La massoneria esiste, come tradizione, da millenni ed il 1717 è stato l’inizio della fine della massoneria, una parabola discendente fino ad oggi quindi gli inglesi facessero poco i simpatici che si sono autoproclamati come morte di una tradizione millenaria.
Poi se uno crede che sia un discorso spirituale problemi suoi... ripeto luf tup
Questo è quello che credi tu, o che per lo meno dicono gli altri per giustificare riti che non hanno una struttura se non il portare all’infinito il terzo grado. E te lo dico da 3,33,95.

Siccome credo che poi sia difficile questo confronto con te, visto che hai giustamente una tua posizione che io giudico fuori dalla regolarità, non vedo come si potrebbe parlare.

Ma se vuoi io ho fatto discorsi con tante di quelle persone che alla fine sono assuefatto.

Dopo luf e tup puoi pure dire OAC non è un problema. Vorrei sapere da questo uditorii quali siano le origini e gli scoppi della M.

Mi incuriosisce


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Koji_Kabuto

Re:La Massoneria italiana del dopoguerra
« Risposta #22 il: 25 Aprile, 2018, 21:14:33 pm »
Ok facciamo una cosa....con molta umiltà cerco di mettere ordine.
Ve lo dico da ritualista. In fondo ho passato gran parte della vita, fino ad ora, a studiare rituali e a imparare a distinguere tra le scuole iniziatiche. Sporcandomi le mani eh...perché ho fatto il Massone nell'emulation, nel filosofico, nello scozzese e nell'egizio. In tre di questi sono stato VM. Poi ho salito le varie scale nei riti di perfezione che non esistono per la Massoneria Regolare (eg quella Inglese). Ho addirittura iniziato una donna, e un paio di persone qui sopra...

Ma ripeto, parlo come studioso della Schola. Non come uno che vuole fare la guerra ideologica, perché questo è proprio di una religione.

La Massoneria moderna vive tante contraddizioni. La prima è il "sincretismo"; colpa di Guenon e della sua conversione all'Islam. Non è massone colui che pratica arti individuali che non possono essere omogenee all'intera loggia. Non tutti hanno la stessa conoscenza.

Kremmerz, di cui mi pregio di essere discendente per studi e "mani in testa" diceva una cosa saggia: la Massoneria è lunare, o almeno la sua iniziazione. Il VM senza una Loggia Perfetta (7 MM) non può iniziare. Nel rituale inglese è l'unico a fregiarsi dell'aggettivo di Maestro. Questa iniziazione è passiva...ed è lunare. Solare è invece l'iniziazione "1 ad 1", dove c'è un depositario di Tradizione che passa in modo fluidico questa iniziazione.

Ora...siccome nel Medio Evo non c'erano scuole se non il Quadrivio, e chi era figlio di maniscalco aveva come unica possibilità di istruzione...quella di farsi prete...le Gilde ricoprirono un ruolo fondamentale. C'era l'apprendista, il compagno di mestiere ed un unico Maestro che passava la Tradizione di quel lavoro (da qui il problema della definizione di M. Operativa che altri non era che il fravecatore). Poi la M. divenne "speculativa" (qui Guenon fa l'errore più grande), perché l'istruzione si cominiciava a diffondere e il segreto delle Gilde divenne il luogo più confortevole dove la borghesia potesse iniziare a tramare contro il potere costituito.

La prima organizzazione paramassonica in Italia fu quella dei "Fedeli d'Amore", molto vicina ai Francesi e nata contro il Papato. Parlavano con i versi (Cecco Angiolieri, Dante...etc...etc..).

Dopo il 1717, i Francesi decisero di farsi un rito loro e si appoggiarono a Ramsey che aveva fondato lo Scozzese (che non è il rito usato in Scozia...). Da l' ci fu il Libertà Uguaglianza Fratellanza che non è assolutamente un valore Massonio Universale. Ma solo Francese...

Possiamo continuare. Nel periodo dei Lumi si capì che la Massoneria non poteva portare avanti le esigenze di studio degli occultisti e nacquero i Martinisti. Poi ci fu la Golden Dawn in Inghilterra (terra del Mago Merlino) e l'OTO.

Occhio...l'Alchimia è l'odierna Chimica. Come vi dissi, attenzione alla Natura. Tutto è spiegabile...anche quello che faccio davanti un trilume io tutti i giorni...
« Ultima modifica: 25 Aprile, 2018, 21:16:42 pm da Koji_Kabuto »

Re:La Massoneria italiana del dopoguerra
« Risposta #23 il: 25 Aprile, 2018, 22:57:47 pm »
E i Rosa+croce in tutto questo dove si inseriscono?

Re:La Massoneria italiana del dopoguerra
« Risposta #24 il: 25 Aprile, 2018, 22:58:25 pm »
Luca posso permettermi di aggiungere qualche elemento? Ho l’impressione che la tua analisi sia molto “continentale”. Nel Regno Unito il potere si era fatto da parte qualche decennio prima la fondazione della UGLE. La Bill of Rights é del 1689. L’idea di una M. cospiratrice é tipica del Continente e del Sud America dove per almeno altri due secoli si é tentato di tagliare la testa ai Re senza successo. La M. inglese, per me, é prima di tutto una scuola di Morale e non hai mai toccato temi che oltre il Canale sono stati poi affrontanti e adottati. Semplicemente perché non ne aveva bisogno e la democrazia britannica si é fatta alla luce del sole, da mercati e banchieri piuttosto che filosofi. Non so se mi spiego.

Io rigetto del tutto discorsi attorno la Tradizione che chissà da dove deriverebbe. Di Tradizione in UK non si parla in questi termini ma in maniera molto più semplice legata a fatti storici. Se esiste una Tradizione intesa come chi segue Guenon e Evola intende, non ci sarebbe alcun senso a incontrarsi, discutere. La Verità é quella, non c’è nulla da ricercare. La M. é quindi un metodo di ricerca, che usa la morale come strumento.
Per chi non ha mai messo piede in una loggia e vuole capire questo concetto basta guardare una seduta di un parlamento inglese. Oppure farsi un giro per le università. Quel metodo, quella morale, ha permeato la società inglese dal profondo. Nel continente questo processo é fallito, ma forse gli scopi in partenza erano ben altri.
Balleremo sui tuoi crociati

Koji_Kabuto

Re:La Massoneria italiana del dopoguerra
« Risposta #25 il: 25 Aprile, 2018, 23:04:31 pm »
Luca posso permettermi di aggiungere qualche elemento? Ho l’impressione che la tua analisi sia molto “continentale”. Nel Regno Unito il potere si era fatto da parte qualche decennio prima la fondazione della UGLE. La Bill of Rights é del 1689. L’idea di una M. cospiratrice é tipica del Continente e del Sud America dove per almeno altri due secoli si é tentato di tagliare la testa ai Re senza successo. La M. inglese, per me, é prima di tutto una scuola di Morale e non hai mai toccato temi che oltre il Canale sono stati poi affrontanti e adottati. Semplicemente perché non ne aveva bisogno e la democrazia britannica si é fatta alla luce del sole, da mercati e banchieri piuttosto che filosofi. Non so se mi spiego.

Io rigetto del tutto discorsi attorno la Tradizione che chissà da dove deriverebbe. Di Tradizione in UK non si parla in questi termini ma in maniera molto più semplice legata a fatti storici. Se esiste una Tradizione intesa come chi segue Guenon e Evola intende, non ci sarebbe alcun senso a incontrarsi, discutere. La Verità é quella, non c’è nulla da ricercare. La M. é quindi un metodo di ricerca, che usa la morale come strumento.
Per chi non ha mai messo piede in una loggia e vuole capire questo concetto basta guardare una seduta di un parlamento inglese. Oppure farsi un giro per le università. Quel metodo, quella morale, ha permeato la società inglese dal profondo. Nel continente questo processo é fallito, ma forse gli scopi in partenza erano ben altri.
Io sto dicendo quello che dici tu, ma ci sarei arrivato dopo. Se fosse continuato il discorso.

La M. è un sistema di morale che si basa su simboli, velati da allegorie. Stop.

In UGLE ho fatto il mio. Ma mi piace la tua precisazione sul sistema.


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Re:La Massoneria italiana del dopoguerra
« Risposta #26 il: 25 Aprile, 2018, 23:06:06 pm »
Vado oltre: raramente un britannico vi dirà non sono d’accordo con te. L’odiosissima abitudine britannica di girare attorno ai concetti, di usare 10 parole quando ne basterebbe 1 é un “metodo” di comunicazione spicciola che ha lo scopo di a)ammazzare la tensione b)portare l’interlocutore a esprimersi senza timore alcuno c)conoscere il punto di vista altrui per arricchire il proprio.

Penserete sia una stronzata ma non avete idea, da forestiero, quanta forza e saggezza serva per comunicare in questo modo.
Balleremo sui tuoi crociati

Re:La Massoneria italiana del dopoguerra
« Risposta #27 il: 25 Aprile, 2018, 23:09:55 pm »
Sì, ma spiegatemi questo ritrovo...

Sorry but you are not allowed to view spoiler contents.
"La gioia collettiva è sempre più straripante e appagante di quella individuale"

"Sicuramente la Juve rappresenta per questo motivo il potere tecnico, ma secondo me anche qualche altro"

"Quando smetterò, a chi mi chiederà chi hai allenato risponderò subito il Napoli, indipendentemente dalle squadre che potrò allenare nel futuro"

"Ho mandato a fanculo delle persone che ci hanno sputato e che ci hanno insultato perché napoletani. Se avessi potuto scendere lo avrei fatto volentieri, sono uno che viene dalla strada e se uno mi sputa io scendo volentieri".




Maurizio Sarri.

Koji_Kabuto

Re:La Massoneria italiana del dopoguerra
« Risposta #28 il: 25 Aprile, 2018, 23:11:28 pm »
Vado oltre: raramente un britannico vi dirà non sono d’accordo con te. L’odiosissima abitudine britannica di girare attorno ai concetti, di usare 10 parole quando ne basterebbe 1 é un “metodo” di comunicazione spicciola che ha lo scopo di a)ammazzare la tensione b)portare l’interlocutore a esprimersi senza timore alcuno c)conoscere il punto di vista altrui per arricchire il proprio.

Penserete sia una stronzata ma non avete idea, da forestiero, quanta forza e saggezza serva per comunicare in questo modo.
Si ma non facciamo una esegesi del metodo britannico.

Noi italiani abbiamo una buona tradizione, derivante soprattutto dalla Scuola di Napoli che però non era massonica.

La M. è inglese.


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Re:La Massoneria italiana del dopoguerra
« Risposta #29 il: 25 Aprile, 2018, 23:20:54 pm »
Assolutamente no. La mia voleva essere una sottolineatura di come un certo sistema sia uscito fuori dalle logge. Quindi a qualcosa 300 anni di storia sono serviti. Ai miei occhi i problemi ci sono e rimangono: la società britannica é ancora molto violenta e a volte questi strumenti in alcuni contesti irritano molto, quindi falliscono. Io almeno questo sento. Potrei fare mille esempi. Subentra in molti l’aspetto “imitazione” di cliché e atteggiamenti studiati a tavolino per la nobiltà che nulla hanno a c’è vedere con quanto di cui sopra.
Balleremo sui tuoi crociati