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La Massoneria italiana del dopoguerra

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Re:La Massoneria italiana del dopoguerra
« Risposta #30 il: 25 Aprile, 2018, 23:42:22 pm »
È cambiato il metodo comunicativo.
E parlo abbastanza in generale.Qualcuno la chiama new age,semplicemente è il trascorrere del tempo e l’adeguamento agli usi e i costumi dell’epoca.
Chi é addentrato in qualsiasi comunità è legato ai valori e ai metodi tradizionali e storce il naso al nuovo che avanza.L’esempio lampante è il Papa che oggi svolge la sua funzione in maniera ben lontana da come lo si faceva un tempo.È stato addirittura investito da una polemica sterile secondo la quale non ha le conoscenze per svolgere quel ruolo,tanto che è dovuto intervenire Ratzinger,chiarendo come sia impossibile che chi sta sulla sedia gestatoria abbia mancanze in tal senso.
Da qui credo venga anche il “malessere” di Luca (dico malessere perché al momento non mi viene una parola che meglio possa identificare la questione)
Che poi lui stesso è spesso critico verso chi assume un atteggiamento di retroguardia in altri ambiti.
È una sorta di gioco delle parti,sembra si smarriscano valori quando é probabilmente una naturale evoluzione della specie,qualsiasi sia la comunità.
Basti pensare ai cinquantenni che parlano di famiglia,può rappresentare un altro esempio calzante di come i nuovi sistemi non aggradino a turno una fetta di persone legate ad altri valori,riti,e tradizioni.
"IN THE MAZE OF HER IMAGINATION"

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Re:La Massoneria italiana del dopoguerra
« Risposta #31 il: 25 Aprile, 2018, 23:48:13 pm »
io però, da profano, ho capito che proprio nella massoneria l'evoluzione non conta tanto, è una custodia di qualcosa di antichissimo.Anzi l'evoluzione potrebbe snaturare tutto
Poi se non c'è niente da custodire di segreto e antico ma serve solo a cercare dentro sè stesso, allora può esserci anche evoluzione

Re:La Massoneria italiana del dopoguerra
« Risposta #32 il: 26 Aprile, 2018, 00:06:12 am »
io però, da profano, ho capito che proprio nella massoneria l'evoluzione non conta tanto, è una custodia di qualcosa di antichissimo.Anzi l'evoluzione potrebbe snaturare tutto
Poi se non c'è niente da custodire di segreto e antico ma serve solo a cercare dentro sè stesso, allora può esserci anche evoluzione
Qualsiasi comunità,segreta o no,custodisce le sue tradizioni.
Vale per chi ha vissuto il calcio decenni fa,ed oggi storce il naso,vale per la famiglia di un tempo,vale per la politica o un semplice gruppo di amici.
Quando vi si è dentro si fa fatica ad accettare l’evoluzione e il cambiamento.

Poi magari Luca intendeva sottolineare altre questioni,lo dirà lui.
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Koji_Kabuto

Re:La Massoneria italiana del dopoguerra
« Risposta #33 il: 26 Aprile, 2018, 06:29:44 am »
In realtà io non sto facendo una denuncia.
Dico solo che per me la Tradizione è una sola in ambito M.
Ed è quella inglese.


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Online Zero

Re:La Massoneria italiana del dopoguerra
« Risposta #34 il: 26 Aprile, 2018, 09:40:20 am »
Qualsiasi comunità,segreta o no,custodisce le sue tradizioni.
Vale per chi ha vissuto il calcio decenni fa,ed oggi storce il naso,vale per la famiglia di un tempo,vale per la politica o un semplice gruppo di amici.
Quando vi si è dentro si fa fatica ad accettare l’evoluzione e il cambiamento.

Poi magari Luca intendeva sottolineare altre questioni,lo dirà lui.

mattia la questione è un'altra

Fabio ha risposto ma io nun aggia capit nu cazz

Sulla storia della massoneria ho comprato un bel libro , scritto sicuramente da un Maestro massone. E parte dai misteri greci e dagli egizi, sta tutto lì, la Massoneria avrebbe semplicemente custodito questi misteri per i pochi in grado di accettarli


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checchè se ne dica la massoneria serve a scavare prigioni al vizio e ad elevare le virtù, in un percorso che gl'iniziati fanno tra i profani.
questo è il metodo, poi ogni persona è diversa e non fatta con lo stampino ed ognuno cresce in maniera che gli è più consona, per questo la massoneria inglese è antistorica, antiumana, antiuniverso.
a parte che hanno semplicemente burocratizzato una tradizione ed hanno deciso che le loro carte bollate sono quelle vere, ma se lo son detti da soli, non hanno fatto come mosè che è sceso dal monte con le tavole massoniche (e pure sulla tradizione cattolica potremmo discutere a lungo).
inoltre escludono le donne, il che rende inconsistente qualsiasi discorso di qualsiasi genere, è proprio la struttura della vita, dell'universo ed anche dell'anima che vanno in direzione opposta all'UGLE, addirittura i simboli che vengono utilizzati dicono diversamente da quello che fanno.

inoltre peppe, conosci te stesso e conoscerai l'universo e gli dei, come può una massoneria esclusivamente maschile portarti a questo?

cmq lo dico pour parler poichè sono vicino a tutti e non faccio guerre tra bande anzi addirittura me ne sbatto altissimamente delle bolle e dei certificati, se fosse per me le regalerei a 2€ nei distributori automatici dei bagni negli autogrill, tanto alla fine quello che conta non è che qualcuno che ti riconosca fratello bensì che tu sia un fratello, la tradizione è la trascendenza che diventa immanente vivificando chi ha una predisposizione naturale e apertura di cuore, non di certo nella ceralacca dei timbri o nel portafogli, ma nemmeno in pedanti intellettuali

Re:La Massoneria italiana del dopoguerra
« Risposta #35 il: 26 Aprile, 2018, 09:50:33 am »
In realtà io non sto facendo una denuncia.
Dico solo che per me la Tradizione è una sola in ambito M.
Ed è quella inglese.


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Beh leggendo non è molto lontano da ciò che scrivevo io.
Sei conservatore in tal senso.Adesso io dovrei confutare i contenuti ma non posso,il punto è capire se dici una verità tout court o una verità secondo il tuo modo di intendere la tua congregazione.
Cmq ho anche capito il senso della discussione,la mia riflessione è quasi un excursus
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Online Zero

Re:La Massoneria italiana del dopoguerra
« Risposta #36 il: 26 Aprile, 2018, 09:59:00 am »
secondo questo ragionamento, albert pike, ad esempio, non è un massone regolare e tradizionale, capite il discorso? ma che ce ne fotte di quello che pensano gl'inglesi?
ma il mondo fosse britannocentrico per caso?

La Massoneria italiana del dopoguerra
« Risposta #37 il: 26 Aprile, 2018, 10:05:22 am »
Anche la messa cattolica che è uno dei riti più antichi del mondo,il prete la recita con le spalle rivolte al tabernacolo per non darle ai fedeli,in barba alla tradizione
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Online Zero

Re:La Massoneria italiana del dopoguerra
« Risposta #38 il: 26 Aprile, 2018, 10:26:33 am »
Anche la messa cattolica che è uno dei riti più antichi del mondo,il prete la recita con le spalle rivolte al tabernacolo per non darle ai fedeli,in barba alla tradizione

non ho capito, non il concetto che è chiaro, ma il collegamento col discorso

Re:La Massoneria italiana del dopoguerra
« Risposta #39 il: 26 Aprile, 2018, 10:34:52 am »
non ho capito, non il concetto che è chiaro, ma il collegamento col discorso
Voglio dire che a te,come a me,e come probabilmente a Luca non tange.
Mentre per qualcuno che vive il cattolicesimo come ragione di vita storce il naso perché legato alla tradizione iniziale.
Ponevo il punto sul fatto che forse ciò che scrive Luca sulla tradizione massonica esclusivamente inglese è qualcosa che lo tocca personalmente.
Ma il mio è un pensiero buttato lì,cercavo di capire la linea di demarcazione.
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Re:La Massoneria italiana del dopoguerra
« Risposta #40 il: 26 Aprile, 2018, 11:40:19 am »
posso dire la mia , da assoluto profano, semplice lettore, lettore di libri ma anche di persone sul forum per 11 anni, se la Massoneria si distacca da ciò che è stato custodito dai sacerdoti egizi e poi passato ai grandi pensatori greci (platone, pitagora), non è più credibile.Io ho capito che lì c'è tutto, nell'Egitto antico, poi massoni, rosacroce, illuminati, templari, etc etc hanno dovuto solo tramandarlo

Re:La Massoneria italiana del dopoguerra
« Risposta #41 il: 26 Aprile, 2018, 11:47:42 am »
Conosci te stesso e conoscerai gli dei e l’universo é il tipico esempio di una sedicente “tradizione” che viene interpretata male e viene usata per scopi altri. I Greci non avevano in mente nulla di tutto questo quando parlavano di ciò. Anzi era tutto il contrario. Conosci te stesso significava semplicemente ricordarsi di essere mortali e di non provare manco per scherzo a mettersi sullo stesso piano degli dei. Nei Classici l’uomo non viene mai chiamato antropos ma thanatos, colui che deve morire.  Che poi é che tutte le religioni dicono, tranne quella Cristiana, che ha avuto altri percorsi. O forse no, perché certe tendenze iniziano con l’Umanesimo e si completano con l illuminismo. Io ci tengo inoltre a sottolineare che la M. Inglese é teista, e che non accetta che Dio possa essere conosciuto attraverso la ragione ma solo attraverso la rivelazione, che é contenuta nella Bibbia. Se non fosse teista non avrebbe alcun senso invocarne i buoni auspici. Stop. Questo ha un duplice effetto. Se la Verità é rivelata ognuno ne prenderà quanto gliene serve e/o capisce. Anzi ognuno prenderà la Verità che ritiene sua, in senso assoluto. Nessun relativismo nessuna tolleranza nessuna razionalità.  Non esiste alcuno sforzo razionale che inevitabilmente porterebbe a fare a gara a chi é più razionale, come queste pagine dimostrano. Il secondo effetto é quello di capire che la M. nasce in un contesto storico che in Europa fu il più buio di sempre, altro che WWII, e mi riferisco alle guerre di religione dove praticamente in ogni paese c’era una guerra civile. Sono d’accordo con Mattia sullimporranza dei contesti storici. Quel contesto storico era quello. Il 1717 é una data che fissa un evento amministrativo, ma l’incendio era divampato da decenni.
Balleremo sui tuoi crociati

Koji_Kabuto

Re:La Massoneria italiana del dopoguerra
« Risposta #42 il: 26 Aprile, 2018, 12:04:40 pm »
secondo questo ragionamento, albert pike, ad esempio, non è un massone regolare e tradizionale, capite il discorso? ma che ce ne fotte di quello che pensano gl'inglesi?
ma il mondo fosse britannocentrico per caso?

Infatti non lo è
Purtroppo a rigor di logica, dove esiste una Regola ne scaturisce la regolarità.
Per me non esiste la Massoneria Universale. Non esiste la Fratellanza e l'Uguaglianza.

Esistono però altri percorsi. CHe hanno la loro dignità e funzionalità

Online Zero

Re:La Massoneria italiana del dopoguerra
« Risposta #43 il: 26 Aprile, 2018, 12:10:03 pm »
posso dire la mia , da assoluto profano, semplice lettore, lettore di libri ma anche di persone sul forum per 11 anni, se la Massoneria si distacca da ciò che è stato custodito dai sacerdoti egizi e poi passato ai grandi pensatori greci (platone, pitagora), non è più credibile.Io ho capito che lì c'è tutto, nell'Egitto antico, poi massoni, rosacroce, illuminati, templari, etc etc hanno dovuto solo tramandarlo


non è vero, non si distacca per nulla, la massoneria prende a piene mani da varie tradizioni tra cui quella egizia ed è innegabile.

Conosci te stesso e conoscerai gli dei e l’universo é il tipico esempio di una sedicente “tradizione” che viene interpretata male e viene usata per scopi altri. I Greci non avevano in mente nulla di tutto questo quando parlavano di ciò. Anzi era tutto il contrario. Conosci te stesso significava semplicemente ricordarsi di essere mortali e di non provare manco per scherzo a mettersi sullo stesso piano degli dei. Nei Classici l’uomo non viene mai chiamato antropos ma thanatos, colui che deve morire.  Che poi é che tutte le religioni dicono, tranne quella Cristiana, che ha avuto altri percorsi. O forse no, perché certe tendenze iniziano con l’Umanesimo e si completano con l illuminismo. Io ci tengo inoltre a sottolineare che la M. Inglese é teista, e che non accetta che Dio possa essere conosciuto attraverso la ragione ma solo attraverso la rivelazione, che é contenuta nella Bibbia. Se non fosse teista non avrebbe alcun senso invocarne i buoni auspici. Stop. Questo ha un duplice effetto. Se la Verità é rivelata ognuno ne prenderà quanto gliene serve e/o capisce. Anzi ognuno prenderà la Verità che ritiene sua, in senso assoluto. Nessun relativismo nessuna tolleranza nessuna razionalità.  Non esiste alcuno sforzo razionale che inevitabilmente porterebbe a fare a gara a chi é più razionale, come queste pagine dimostrano. Il secondo effetto é quello di capire che la M. nasce in un contesto storico che in Europa fu il più buio di sempre, altro che WWII, e mi riferisco alle guerre di religione dove praticamente in ogni paese c’era una guerra civile. Sono d’accordo con Mattia sullimporranza dei contesti storici. Quel contesto storico era quello. Il 1717 é una data che fissa un evento amministrativo, ma l’incendio era divampato da decenni.

giggì con rispetto, ma le tue sono discettazioni colte ma non iniziatiche, poi ditemi su che livello vogliamo parlare perchè sinceramente di fare il professore di storia per parlare di massoneria sinceramente non mi ha mai appassionato
e cmq "conosci te stesso" significhi "ricordati che devi morire" non mi trova assolutamente d'accordo
« Ultima modifica: 26 Aprile, 2018, 12:11:40 pm da Zero »

Koji_Kabuto

Re:La Massoneria italiana del dopoguerra
« Risposta #44 il: 26 Aprile, 2018, 12:11:37 pm »
Fabio, dall'Egitto e dalla sua tradizione la M. non prende praticamente nulla.
Quello è un altro percorso.

La M. nasce e muore in Inghilterra.

Tutte le religioni post pagane prendono a spunto le allegorie Greche ed Egizie. Quindi è facile inserirci qualsiasi cosa.