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San Francesco d'Assisi

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Offline I'm a TransBanana

San Francesco d'Assisi
« il: 11 Novembre, 2015, 13:47:36 pm »
San Francesco d'Assisi, nato Giovanni di Pietro Bernardone (Assisi, 1181 o 1182[1] – Assisi, 3 ottobre 1226), è stato un religioso e poeta italiano.

Diacono e fondatore dell'ordine che da lui poi prese il nome, è venerato come santo dalla Chiesa cattolica. Il 4 ottobre ne viene celebrata la memoria liturgica in tutta la Chiesa cattolica (festa in Italia; solennità per la Famiglia francescana). È stato proclamato, assieme a santa Caterina da Siena, patrono principale d'Italia il 18 giugno 1939 da papa Pio XII.

Conosciuto anche come "il poverello d'Assisi", la sua tomba è meta di pellegrinaggio per centinaia di migliaia di devoti, pellegrini e ammiratori ogni anno. La città di Assisi, a motivo del suo illustre cittadino, è assurta a simbolo di pace, soprattutto dopo aver ospitato i tre grandi incontri tra gli esponenti delle maggiori religioni del mondo, promossi da papa Giovanni Paolo II nel 1986 e nel 2002, e da papa Benedetto XVI nel 2011. San Francesco d'Assisi è uno dei santi più popolari e venerati del mondo.

« Alto e Glorioso Dio,
illumina le tenebre del cuore mio... »
(Preghiera di san Francesco davanti al Crocifisso di San Damiano)
Da un punto di vista storico le circostanze della conversione di san Francesco non sono state chiarite e si hanno notizie solo attraverso le agiografie. Sembra che un ruolo importante lo abbia avuto la sua volontà frustrata di farsi cavaliere e di partire per la crociata, ma soprattutto un crescente senso di compassione che gli ispiravano i deboli, i lebbrosi, i reietti, gli ammalati, gli emarginati: questa compassione si sarebbe trasformata poi in una vera e propria "febbre d'amore" verso il prossimo.


Il Crocifisso di San Damiano
Nel 1203-1204 Francesco pensò di partecipare alla Crociata e quindi provò a raggiungere a Lecce la corte di Gualtieri III di Brienne, per poi muovere con gli altri cavalieri alla volta di Gerusalemme. Partecipare come cavaliere ad una crociata era a quel tempo considerato uno dei massimi onori per i cristiani d'Occidente. Tuttavia, giunto a Spoleto, si ammalò nuovamente ed ebbe un profondo ravvedimento. Avrebbe raccontato in seguito di essere stato persuaso da due rivelazioni notturne[9]: nella prima egli scorse un castello pieno d'armi ed udì una voce promettergli che tutto quello sarebbe stato suo. Nella seconda sentì nuovamente la stessa voce chiedergli se gli fosse stato «più utile seguire il servo o il padrone»: alla risposta: «Il padrone», la voce rispose:

« Allora perché hai abbandonato il padrone, per seguire il servo? »
Francesco rinunciò al proprio progetto e tornò ad Assisi. Da allora egli non fu più lo stesso uomo. Si ritirava molto spesso in luoghi solitari a pregare.

Un giorno a Roma, dove venne mandato dal padre a vendere una partita di merce, non solo distribuì il denaro ricavato ai poveri, ma scambiò le sue vesti con un mendicante e si mise a chiedere l'elemosina davanti alla porta di San Pietro.

Anche il suo atteggiamento nei confronti delle altre persone mutò radicalmente: un giorno incontrò un lebbroso e, oltre a dargli l'elemosina, lo abbracciò e lo baciò. Come racconterà lo stesso Francesco, prima di quel giorno non poteva sopportare nemmeno la vista di un lebbroso: dopo questo episodio, scrisse che

« ciò che mi sembrava amaro, mi fu cambiato in dolcezza d'anima e di corpo »
(dal Testamento di san Francesco, 1226)

San Francesco e i frati curano i lebbrosi - Santuario di Greccio
Ma è nel 1205 che avvenne l'episodio più importante della sua conversione: mentre pregava nella chiesa di San Damiano, raccontò di aver sentito parlare il Crocifisso, che per tre volte gli disse: «Francesco, va' e ripara la mia casa che, come vedi, è tutta in rovina».

Dopo quell'episodio, le "stranezze" del giovane si fecero ancora più frequenti: Francesco fece incetta di stoffe nel negozio del padre e andò a Foligno a venderle, vendette anche il cavallo, tornò a casa a piedi e offrì il denaro ricavato al sacerdote di San Damiano perché riparasse quella chiesina. Pietro Bernardone diventò furente; molti ad Assisi furono solidali con quel padre che vedeva tradite le proprie aspettative: Francesco nella sua eccessiva generosità poteva essere interpretato come uno che dava sintomi di squilibrio mentale e così sicuramente lo intese il padre.

Offline I'm a TransBanana

Re:San Francesco d'Assisi
« Risposta #1 il: 11 Novembre, 2015, 13:54:28 pm »
Copio e Incollo:

Ad un esame attento degli > indizi < sparsi nei loculi e nelle stessa Basilica si arriva senza ombra di dubbio alla conclusione che  Elia ci ha voluto "raccontare", attraverso > simboli e animali mitologici  < una storia diversa della vita e del "percorso iniziatico" di Francesco, indicandoci > una verità < restata occulta e opportunamente camuffata per poi  essere, come poi è realmente successo, completamente stravolta.
Non è certo Frate Elia, fatto passare  come  un classico "Giuda", ad aver tradito e stravolto la figura di Francesco,  come da troppo tempo viene avvalorato da una critica prevenuta e  interessata a massificare o il lato mistico e sacro, della figura di San Francesco, minimazzando il lato umano e laico - a nostro avviso prevalente- come ha cercato di mettere in evidenza  Frate Elia, utilizzando > un linguaggio simbolico segreto < , che ha avuto l'accortezza e la prevegenza di nascondere e camuffare dietro >  figure di animali < sparse all'interno e all'esterno della Basilica > simboli < che non potevano essere  compresi se non da poche persone avvezze a tale linguaggio segreto, "messaggio" che ha potuto essere preservato nei secoli da distruzioni e intemperie, ma soprattutto dai vandali e dai veri " traditori" dell'Uomo Francesco, che ha raggiunto i massimi vertici della "Santità", non secondo il tipico approccio cattolico, ma con un "percorso iniziatico " essenzialmente "laico e esoterico".


Francesco non fu solo un uomo di eccezionale carisma, un predicatore fulminante, capace di esprimersi in diverse lingue, riuscendo ad essere chiaro e comprensibile ai semplici come ai dotti, adattando il suo linguaggio all'interlocutore del momento, capace di attenagliare l'attenzione delle Corti, in cui veniva accolto, con i leggendari racconti dei cavalieri dell tavola rotonda.Era soprattutto un "Mago Merlino" ante litteram, un Maestro Sufi, come Rumi, il grande predicatore e poeta arabo, che, come era abitudine dei Maestri Sufi, girava a piedi per tutto il paese con indosso un semplice > saio pieno di toppe < raccontando favole o storie piene di valori e principi di vita.




Offline I'm a TransBanana

Re:San Francesco d'Assisi
« Risposta #2 il: 11 Novembre, 2015, 13:55:22 pm »
Se interessa anche agli altri potremmo approfondire insieme  :sisi:
Ovviamente aspettando l'intervento di utenti molto più esperti e affidabili in simili materie :D

Re:San Francesco d'Assisi
« Risposta #3 il: 16 Novembre, 2015, 12:13:46 pm »
Francesco è probabilmente il più grande mistico dell'occidente, e credo che chiunque gli riconosca questo tratto.

Mago... bisognerebbe intendersi sul significato di questo termine, cioè quale delle sue possibili accezioni gli si voglia dare. Mi pare comunque improponibile l'accostamento con Merlino... cosa ci azzecca? :)

Offline I'm a TransBanana

Re:San Francesco d'Assisi
« Risposta #4 il: 16 Novembre, 2015, 13:48:15 pm »
Purtroppo è successo quello che è successo e non mi pareva il caso di continuare questo topic, che rischiava di cadere nel dimenticatoio. Però bene hai fatto a recuperarlo secondo me, mai come in questo caso.

Mai come ora sarebbe interessante parlare della sua vita, anche solo quella agli atti storici, per il ruolo che ha avuto nel dialogo "occidente" - "oriente"...

Re:San Francesco d'Assisi
« Risposta #5 il: 16 Novembre, 2015, 13:59:50 pm »
Francesco era un uomo d'Amore, a 360 gradi, e che rifletteva  con la condotta della sua vita: ogni cosa che ci circonda è finalizzata al Bene, cioè a Dio, e il male non è figlio del demonio, ma figlio dell'uomo che lo genera per come si rapporta alla Sua creazione. Ecco perché chiamava ogni aspetto vivente della Sua manifestazione come Fratello e Sorella.

Con l'Oriente lui cercò un dialogo che si basava sull'amore nella diversità, non mi risulta che andò lì per convertirli ad una fede diversa.

Offline I'm a TransBanana

Re:San Francesco d'Assisi
« Risposta #6 il: 16 Novembre, 2015, 14:07:35 pm »
Uno dei più straordinari gesti di pace nella storia del dialogo tra Islam e Cristianesimo, è rappresentato dall'incontro tra Francesco d'Assisi e il Sultano di Egitto Malik al Kamil. Quello storico colloquio, avvenuto a Damietta, a pochi chilometri di distanza dal Cairo, è ancora oggi così significativo e attuale per le sue conseguenze nel dialogo interreligioso e per la pace mondiale, tanto da rimanere, pur a distanza di molti secoli, l'avvenimento esclusivo che indica la rotta da cui partire nella ricerca di intesa e armonia tra Oriente e Occidente. Un libro di padre Gwenolè Jeusset, componente della Fraternità internazionale di Istanbul per il dialogo interreligioso e presidente della Commissione internazionale francescana per le relazioni con i musulmani (San Francesco e l'Islam: l'attualità di un incontro possibile, Ed. Terra Santa, 48 pagine) ci aiuta a meglio conoscere e comprendere la forza di quell'evento avvenuto sulle rive del Nilo.
Francesco d'Assisi voleva andare a tutti i costi tra i musulmani, tanto che per tre volte fece i suoi tentativi, senza scoraggiarsi dei fallimenti. Il terzo tentativo fu quello buono per l'incontro con Malek al- Kamel. Il sultano trova gran piacere ad ascoltare Francesco, quello strano monaco venuto dall'Italia. Siamo nel settembre del 1219. Cortesia, rispetto e dialogo, caratterizzano la conversazione tra il sultano Malek al-Kamel e Francesco d'Assisi. Purtroppo, sulle due rive del Mediterraneo scorre l'odio. Ancora oggi, come ben sappiamo, ostilità e inimicizia resistono e prevalgono sul dialogo. Per meglio inquadrare l'episodio di Damietta, nel suo profondo significato storico e religioso, Gwenolè Jeusset, nel suo libro, riferisce di un'altra spedizione fatta dai frati minori verso il Marocco. A differenza di Francesco, però, quei frati minori non fanno altro che proclamare la grandezza della loro religione cristiana e insultare l'Islam e il suo Profeta. Finiscono così con l'essere arrestati e torturati. L'incontro di Damietta, è un episodio senza martirio, al contrario dei fatti accaduti a Marrakech, dove la mentalità era dello scontro di due sistemi.
Letto sette secoli dopo, l'episodio di Marrakech è il vicolo cieco, dice Jeusset, mentre Damietta è la strada che apre gli orizzonti alla pace. Per molto tempo il dialogo di pace di Damietta, tra il sultano e Francesco, fu però considerato come un fallimento. Per molti, a quell'epoca, era meglio tacere l'episodio di Damietta, considerato poco glorioso. Francesco, con la sua visione dell'evangelizzazione e nel suo agire, si inserisce in tutta un'altra logica e fi nisce addirittura col predire ai crociati la sconfitta. A Damietta, il Vangelo si incontrò con il Corano e il Corano con il Vangelo. Francesco non ebbe paura di Maometto e il Sultano non ebbe paura di Cristo.
Francesco non ragionava con i criteri ideologici della cristianità del suo tempo e in quel viaggio per conoscere da vicino i musulmani, si è posto al di là della frontiera chiesa-istituzione, situandosi dentro la sensibilità religiosa del suo interlocutore. Per il dialogo tra Islam e Occidente cristiano si riparte dal Poverello di Assisi.

Re:San Francesco d'Assisi
« Risposta #7 il: 16 Novembre, 2015, 14:29:43 pm »
Mago è chi interagisce con la materia che lo circonda, i santi sono stati tutti maghi, almeno molti di loro , tra cui san francesco di Paola, di cui vi invito a leggere gli aneddoti, altro che Padre Pio....
Però se un evento paranormale lo fa il monaco prete vescovo è miracolo, se lo fa un laico è demonio...
Ci sono i diritti d'autore evidentemente

Seriamente San Francesco aveva una visione panteista del creato, che condivido, ma se le stesse cose le diceva giordano bruno lo accusavano...

Re:San Francesco d'Assisi
« Risposta #8 il: 16 Novembre, 2015, 21:48:06 pm »
Mago è chi interagisce con la materia che lo circonda, i santi sono stati tutti maghi, almeno molti di loro , tra cui san francesco di Paola, di cui vi invito a leggere gli aneddoti, altro che Padre Pio....
Però se un evento paranormale lo fa il monaco prete vescovo è miracolo, se lo fa un laico è demonio...
Ci sono i diritti d'autore evidentemente


Seriamente San Francesco aveva una visione panteista del creato, che condivido, ma se le stesse cose le diceva giordano bruno lo accusavano...



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