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Emanuele Felice - Perchè il Sud è rimasto indietro.

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Offline Rospo

Re:Emanuele Felice - Perchè il Sud è rimasto indietro.
« Risposta #15 il: 16 Maggio, 2014, 15:44:51 pm »
Luigi, sono stronzate. Il problema non erano le condizioni iniziali che, di poco, erano inferiori. Il problema è nato con lo sviluppo dualistico che è stato imposto. La liquidità e l'autonomia avrebbero potuto permettere uno sviluppo diverso. Ma la realtà storica è che in seguito all'annessione siamo stati trattati da colonia. Se sulle condizioni di partenza di può discutere, sulle politiche di sviluppo non si può. Fartene una ragione.

Re:Emanuele Felice - Perchè il Sud è rimasto indietro.
« Risposta #16 il: 16 Maggio, 2014, 16:20:19 pm »
Balle! Nel 61 il Nord era una zona che si stava integrando con l'Europa, il sud era rimasto arretrato. Dammi i dati dei km di ferrovie al Nord e quelli al sud pre 61 e quelli di appena 10 anni dopo. E le percentuali sull'analfabetismo? La realtà è che lo stato unitario post risorgimentale fece uno sforzo immane per tentare di risollevare il meridione, ma sostanzialmente fallì. I motivi sono molteplici ma io ne individuo pochi essenziali: incapacità culturale meridionale, foraggiata dalle nostre élite che ci magnano, di adeguarsi a qualsivoglia regola di mercato, preferendo l'assistenzialismo e la commessa pubblica. I soldi prodotti al nord che vengono trasferiti al sud sono un problema reale e non da poco conto. Se da Roma chiudono i rubinetti qua siamo in guerra civile in 6 mesi. E non è una cosa bella. Liquidità al sud ne hanno immessa fin troppa, buttandone la maggior parte con la cassa del mezzogiorno. Le poche industrie che avevamo a Napoli erano dello stato o sovvenzionate da questi. La domanda da porsi è perché, mediamente, una impresa prospera più facilmente in Lombardia piuttosto che in Campania? La mia idea è che fin quando pensero che dipenda dal fatto che ci trattano da colerosi saremo sempre le loro puttane. Pecchè chest simm.
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Offline Rospo

Re:Emanuele Felice - Perchè il Sud è rimasto indietro.
« Risposta #17 il: 16 Maggio, 2014, 17:42:30 pm »
http://it.wikipedia.org/wiki/Studi_sulla_situazione_economica_dell%27Italia_al_momento_dell%27Unit%C3%A0_nazionale
è una pagina di wikipedia che riassume gli studi che lessi tempo fa sulla rivista citata.

poi dovresti leggerti anche qualcosa sullo sviluppo dualistico.

http://www.academia.edu/1104866/I_modelli_dualistici_di_sviluppo_e_il_dibattito_sul_Mezzogiorno

e qualcosa di Graziani. Può anche essere vero che le distanze ci fossero, ma una direzione politica di tipo coloniale prevede vantaggi per lo Stato Coloniale e svantaggi per lo stato colonizzato. E il punto è questo. Le politiche attuate dai Piemontesi al Sud non consentirono alcuno sviluppo principalmete perchè non era intenzione dei Piemontesi creare sviluppo al sud.

Per ammazzare un'economia protetta che ha molti liquidi la prima cosa da fare è togliere di punto in bianco tutte le protezioni e non foraggiare con la liquidità le infrastrutture. Questo fu fatto al Sud: le protezioni doganali furono tolte e la liquidità del banco di Napoli depredata per finanziare le casse bucate piemontesi e non per creare sviluppo al sud. Oltre a studiare macroeconomia dovresti studiarti anche un po' di storia economica, leggendo qualche libro ti renderai conto che lo sviluppo economico, specie quello di carattere primario, ha sempre avuto inizio con il patrocinio legislativo o finanziario dello Stato.

Io non sto dicendo che se fossimo rimasti indipendenti o che se ci fosse stata un'unificazione fatta per bene, oggi staremmo meglio; sto dicendo che non abbiamo mai avuto la possibilità di camminare con le nostre gambe.


Re:Emanuele Felice - Perchè il Sud è rimasto indietro.
« Risposta #18 il: 16 Maggio, 2014, 18:04:44 pm »
Quindi convergi con quanto detto da me.

Rimango comunque perplesso sulla questione infrastrutture in quanto dove poteva lo Stato unitario costruì ferrovie al Sud. In generale credo che le infrastrutture al nord saranno sempre di più di quelle del sud per semplice conformazione geografica.

In merito alla questione coloniale. Convergo io a te, e non ti bagnare. :look:

Fossero stati conquistatori al 100% i piemontesi avrebbero spazzato via tutta quella "classe dirigente" meridionale arruffona e parassita che si è protratta fino ad oggi, imponendo i costumi di una società come quella del nord avanti anni luce quella del mezzogiorno. Invece scesero a compromessi, la usarono per i loro scopi...un po' come gli inglesi in India, il cambiare tutto affinché nulla campi di gattopardiana memoria. Ma sono comunque passati 150 anni e non credo che possiamo continuare a ragionare ancorandoci a quei sistemi a meno che non si voglia ammettere che le condizioni siano rimaste immutate.

Mi trovi d'accordo sul fatto di iniziare a camminare da soli. Come spiegavo nell'altro topic, al sud partiamo da livelli polacchi....


Sui link da te rapportati non mi trovo per nulla d'accordo sopratutto con quanto segue:




che divari rilevanti fra regioni, in termini di prodotto pro capite non esistessero prima dell’Unità;


  • [/size]Ok. Ma perché???? Evidentemente perché a farla da padrone era ancora il settore primario, e anzi sono portato a credere che nel 1861 i redditi derivati dall'agricoltura fossero maggiori al sud del nord...ma il punto è un altro, mentre i Borbone chiudevano il Regno trasformandolo in un bunker, i piemontesi si aprirono alla rivoluzione industriale. Nei 50 anni successivi era ovvio che innovazioni e nuovi modi di fare impresa attecchissero lì dove era già presente un minimo di cultura d'impresa concorrenziale capitalistica..chiamale come vuoi. Se la Fiat è nata a Torino e non a Napoli un motivo ci sarà, no?
« Ultima modifica: 16 Maggio, 2014, 18:13:07 pm da O Libberista Missionario »
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