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Elezioni 2018

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Re:Elezioni 2018
« Risposta #405 il: 09 Gennaio, 2018, 17:05:04 pm »
La campagna elettorale é la fiera delle cazzate ormai. Giocano a chi la spara più grossa. Statevi a casa tanto a farselo mettere dove non batte il sole con o senza permesso é uguale il dolore (per alcuni che leggono il piacere, lo so)
Balleremo sui tuoi crociati

Offline Zero

Re:Elezioni 2018
« Risposta #406 il: 09 Gennaio, 2018, 17:48:05 pm »
non ho letto alcun programma elettorale tranne quello dei 5s perchè devo smerdarli p tutt part mentre gli altri possono anche dichiarare di voler entrare in guerra non me ne fotte.

di maio l'ha presentato come la salvezza dell'italia, spara cazzate di far arrivare fondi da tutte le parti e di incentivare spese su spese su spese, oltre a dare un reddito di esistenza a tutti, e chiedendo lo sforo del 3% all'europa, tutto ciò senza alzare l'iva.

mah secondo me, se veramente salgono, fanno la fine di berlusconi dove i mercati li smerdano e fanno salire un partito con cui interloquire sul serio, ovvero il PD

Offline Zero

Re:Elezioni 2018
« Risposta #407 il: 09 Gennaio, 2018, 17:50:30 pm »
Citazione
ANALISI DEL PROGRAMMA ELETTORALE ILLUSTRATO DA DI MAIO AL MATTINO. PIU' STATO, PIU' DIRIGISMO, PIU' NORMATIVISMO: MA I NUMERI NON TORNANO E SEMBRANO IGNORARE IL MACIGNO DEL DEBITO...

L’intervista a Luigi Di Maio al Mattino di ieri sul programma elettorale dei Cinque Stelle è la più ampia e dettagliata mai concessa a un giornale italiano. Oggi si è aggiunto un pezzo di Alessandro Barbera sulla Stampa, con dettagli attribuiti a "fonti" del Movimento.. Non si può negare che il nuovo leader del movimento - a cui le nuove regole conferiscono anche il potere dell’ultima parola sui candidati elettorali – esponga una sua visione complessiva. L’episodicità talora contraddittoria di proposte spesso contestate ai pentastellati come espressione di mera volontà di cavalcare la protesta contro i vecchi partiti cede il posto ad alcuni valori di fondo, che tengono insieme misure e criteri d’intervento che abbracciano praticamente ogni settore della vita pubblica. Tanto da poter consentire una prima classificazione dei princìpi generali da cui discende la visione complessiva. Ovviamente, dal nostro punto di vista, che non è vangelo ma il criterio che propongo in radio e sui giornali per cui scrivo. 

I princìpi che informano il programma Di Maio affondano le loro radici in un vasto schieramento di forze che hanno guadagnato consensi negli ultimi anni alle più recenti elezioni in molti Paesi occidentali. Più Stato, più dirigismo, più normativismo, controlli e regole. La triade è essenzialmente questa. Ed è comune alle forze rosso-nere che in Europa hanno realizzato grandi avanzate elettorali, sia pur mancando sin qui il governo a Ovest e ottenendolo invece nell’Est Europa. Da Corbyn a Orbàn, in definitiva la triade è simile: la vera differenza tra rossi e neri sta sul pedale premuto da quest’ultimi a favore del nazionalismo e contro gli immigrati, ma per il resto i fondamenti sono comuni. E’ una ricetta pensata per le vittime della crisi e chi si sente escluso dalla forte ripresa di un’Europa che cresce a ritmi del 2,5%, e propone il ritorno a uno “Stato badante”, disinvoltamente dimenticando che il debito pubblico europeo medio è cresciuto fino al 90% del Pil complessivo, e il nostro poi è sul 132%.

Naturalmente, non sto affatto dicendo che ognuna di quelle forze politiche europee si equivalga. I pentastellati nascono da una storia tutta italiana, come eredi veri di Mani Pulite, e in contrapposizione al fallimento di destra e sinistra alternatesi al governo nella Seconda Repubblica. Ma ora che hanno deciso di darsi un programma articolato e coerente, che ne avvalori la possibilità di essere forza di governo e non di mera protesta anti sistema, la scommessa sembra questa: che in campagna elettorale si affrontino tre piattaforme programmatiche tutte gravate da contraddizioni analoghe, e da sparate non sostenibili. In modo che nessuno abbia buon gioco a dimostrare davvero “il mio programma è più serio del tuo”, e la vera differenza a risaltare sia ancora una volta “loro hanno fallito, ma noi al governo non siamo mai andati”.

Chi lo sa, può essere pure che funzioni. Ma il nostro compito è un altro. E’ riflettere concretamente su quel che Di Maio ha detto.  Da una parte l’accreditamento di uno stile di governo fa dire a Di Maio “con l’Europa tratteremo”, senza ribaltare tavoli e senza partire in quarta con proposte di referendum consultivi anti-euro. Dall’altra parte Di Maio afferma che senza sforare il 3% di deficit sul PIL l’Italia non riparte. E che bisogna spiegare all’Europa che “l’austerità deve finire”: ma quale austerità, se Padoan ha ottenuto dall’Europa più di 30 miliardi in 3 anni non di minore ma di maggior deficit? E ancora, facendo rioscillare il pendolo dal lato opposto del rigore, Di Maio annuncia al contempo tagli pluriennali alla spesa corrente nell’ordine  dei 50 miliardi di euro. CINQUANTA MILIARDI.. per alimentare un programma per 2-3 anni di ALMENO CENTO MILIARDI DI SPESA IN PIU', ha titolato La Stampa oggi. Ma se in questi anni la politica ha messo nel cassetto il piano pluriennale Cottarelli, che si fermava a 32 miliardi di minor spesa ed è stato considerato lunare?

Al centro di tutto per dare una risposta non ai 4,9 milioni di italiani in povertà assoluta, ma più estesamente agli 8,9 milioni esposti alla povertà relativa, c’è naturalmente il reddito di cittadinanza. E ieri Di Maio ha fatto un annuncio importante: esso non si attuerebbe sostituendo subito i diversi attuali strumenti di sostegno al reddito fino ai quasi 800 euro mensili procapite, ma procederebbe all’inizio “su un binario separato”. Solo in un secondo tempo, inizierebbe la deforestazione delle diverse forme dio integrazione assistenziale al reddito oggi vigenti. Auguri: chi può immaginare un governo che prima aggiunge, e poi toglie? E assicurare 1950 euro al mese a una coppia con due minori nel Sud, dove i redditi medi procapite sono anche del 50% inferiori al Nord, non alimenta una trappola della disoccupazione invece di spingere all’occupabilità? E davvero a un disoccupato a Napoli direte - come annuncia Di Maio - che o accetta il posto di lavoro a Trento o perde i suoi 780 euro, quando agli insegnanti messi a ruolo siamo tornati a garantire la preferenza per l’assegnazione personalmente indicata vicino a casa? 

Ancora. Se nella prima fase di minor dipendenza energetica dal petrolio bisogna aumentare la quota di gas, non serve forse dire subito sì al TAP in Puglia, invece di annunciare velleitariamente l’uscita totale dal petrolio nel 2050? Quante decine e decine di miliardi incentivi pubblici servono per questi traguardi? Pagati da chi, se non dal consumatore su cui già grava una montagna di cosiddetti “oneri di sistema” in bolletta? Per il Sud si propone la creazione di una banca pubblica: ma non è chiaro forse che, il giorno in cui una CDP o equivalente avesse la licenza bancaria, giustamente tutto il sistema bancario italiano insorgerebbe sostenendo che essa non potrebbe avere la garanzia pubblica sulla raccolta con cui fa impieghi, impugnando la decisione del governo per aiuti di Stato in sede europea? Come si può davvero sostenere che lo Stato deve impedire che la concorrenza tra esercizi commerciali deve evitare che i maggiori volumi e margini e i minori costi di approvvigionamento della grande distribuzione la avvantaggino sulla piccola, quando i benefici in termini di prezzi più vantaggiosi vanno ai consumatori? Che cosa c’entra la difesa del vecchio articolo 18 nell’impiego pubblico, con la sua autonomia dalla politica? Come si può dire che va abolito il Jobs Act e quindi il nuovo articolo 18 per i lavoratori privati, e al contempo sostenere che non deve crescere ma diminuire il costo per le imprese: quando è evidente a chiunque che l’innalzamento della rigidità nelle procedure di licenziamento economico e non discriminatorio si traduce automaticamente in un costo aggiuntivo del salario lordo a carico delle imprese stesse?

Mi fermo qui, sono solo esempi. Tocca agli elettori scegliere. Ma di sicuro più Stato, più dirigismo e più regole hanno dimostrato nella storia italiana di essere potenti freni alla crescita, ed è questa una delle ragioni fondamentali per cui da metà degli anni Novanta perdiamo competitività comparata: proprio per il piombo di quei settori di produzione di beni e servizi pubblici e privati non-traded che Di Maio vuole ulteriormente esclusi dalla concorrenza. E’ vero che non solo in Italia un forte vento sembra spirare in quella direzione.
Tutt’altra cosa è credere che quel vento gonfi le vele all’Italia, quando il rischio concreto è di farla scuffiare sott’acqua.

Online SoloNapoli1926

Re:Elezioni 2018
« Risposta #408 il: 10 Gennaio, 2018, 00:12:18 am »
Io Di Maio ce lo vedrei bene conduttore di qualche programma tipo Mistero. Andando avanti, io mi chiedo, ma come è mai possibile che Renzi (che diciamocelo, è davvero l'unico politico che non ha mantenuto mezza promessa tra tutte quelle fatte) vada ancora in giro in TV a proclamare le sue vittorie e tra le tante proprio il JOBS ACT? Va bene fare il politico e cercare di prendere per il culo più gente possibile, ma parlare dell'Italia come se fossero gli Stati Uniti grazie al suo lavoro.. mi sembra proprio un insulto all'intelligenza umana


Re:Elezioni 2018
« Risposta #410 il: 11 Gennaio, 2018, 14:26:30 pm »
"La gioia collettiva è sempre più straripante e appagante di quella individuale"

"Sicuramente la Juve rappresenta per questo motivo il potere tecnico, ma secondo me anche qualche altro"

"Quando smetterò, a chi mi chiederà chi hai allenato risponderò subito il Napoli, indipendentemente dalle squadre che potrò allenare nel futuro"

"Ho mandato a fanculo delle persone che ci hanno sputato e che ci hanno insultato perché napoletani. Se avessi potuto scendere lo avrei fatto volentieri, sono uno che viene dalla strada e se uno mi sputa io scendo volentieri".




Maurizio Sarri.

Online p4ppo

Re:Elezioni 2018
« Risposta #411 il: 11 Gennaio, 2018, 14:29:34 pm »
dai è fake...

per favore... dimmi che è fake...

Re:Elezioni 2018
« Risposta #412 il: 11 Gennaio, 2018, 15:07:16 pm »
Ufficiale :sysy:
"La gioia collettiva è sempre più straripante e appagante di quella individuale"

"Sicuramente la Juve rappresenta per questo motivo il potere tecnico, ma secondo me anche qualche altro"

"Quando smetterò, a chi mi chiederà chi hai allenato risponderò subito il Napoli, indipendentemente dalle squadre che potrò allenare nel futuro"

"Ho mandato a fanculo delle persone che ci hanno sputato e che ci hanno insultato perché napoletani. Se avessi potuto scendere lo avrei fatto volentieri, sono uno che viene dalla strada e se uno mi sputa io scendo volentieri".




Maurizio Sarri.

Re:Elezioni 2018
« Risposta #413 il: 12 Gennaio, 2018, 20:19:08 pm »
Ma quale salvini di Maio grasso Berlusconi.....stronzate, tanto comandano altri nascosti
Pensate alle cose serie, alla figc, lotito attacca e dichiara di avere 11 presidenti di A su  20


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Offline un gatto

Re:Elezioni 2018
« Risposta #414 il: 12 Gennaio, 2018, 20:29:44 pm »
Ma quale salvini di Maio grasso Berlusconi.....stronzate, tanto comandano altri nascosti
Pensate alle cose serie, alla figc, lotito attacca e dichiara di avere 11 presidenti di A su  20


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tra cui ADL, sicuro.

nel caso qualcuno se lo fosse dimenticato:

Se potevo scendere lo facevo anche volentieri

Re:Elezioni 2018
« Risposta #415 il: 12 Gennaio, 2018, 20:58:21 pm »
Adl era dalla parte di Lotito quando fu eletto per la prima volta tavecchio. Ultimamente è stato molto critico di entrambi. Non ne sono così certo che oggi sponsorizzi il presidente della Lazio.

Un nove. Voglio un cazzo di numero nove.


Re:Elezioni 2018
« Risposta #416 il: 12 Gennaio, 2018, 22:26:04 pm »
Il record di 91 punti non è un obiettivo societario, ma un traguardo personale

Re:Elezioni 2018
« Risposta #417 il: 13 Gennaio, 2018, 05:17:48 am »
https://twitter.com/PietroSalvatori/status/951835878229409793
Era un messaggio simbolico la lavatrice,  significava che laveranno e puliranno questo paese così sporco  :sbav:

Koji_Kabuto

Re:Elezioni 2018
« Risposta #418 il: 13 Gennaio, 2018, 16:36:31 pm »
ADL E Lotito sono gli unici ad aver vinto negli ultimi 10 anni senza avere Governi stranieri alle spalle.
Meglio un Lotito, che va in culo agli Agnelli e ai cinesi...oltre Ballotta, che un altro Tavecchio

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Online SoloNapoli1926

Re:Elezioni 2018
« Risposta #419 il: 14 Gennaio, 2018, 15:34:48 pm »
Stanno tutti male con la testa.
Non lo capiscono proprio che NON C'È BISOGNO DI REGALARE SOLDI..

Ci vogliono riforme per un paese che sta cadendo a pezzi ed ogni giorno se ne escono con qualche terrificante proposta. Di Maio da TSO