Autore Topic: Terremoto in Giappone  (Letto 14929 volte)

Offline O Libberista Missionario

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Terremoto in Giappone
« Risposta #165 il: 14 Marzo, 2011, 10:53:15 am »
Io una centrale nucleare progettata per resistere a qualsiasi evento naturale come un sisma, uno tsunami, una tempesta o un tornado, o quello che vuoi, che causa anche solo una decina di morti perché non regge veramente non la chiamo e non la chiamero mai "sicura". Qui di morti ce ne saranno molte di più. C'è da scommetterci. Temo anzi che fra qualche giorni si comincerà a parlare dei danni che saranno possibili nei paesi vicini. Cosa c'è di sicuro proprio non riesco a capirlo.

Se leggi meglio le notizie di stamattina ti rendi conto da solo che il disastro è ben più ampio di quello inizialmente ipotizzato dal governo giapponese. Non si tratta di una sola centrale, ma di diverse, e ci sono ancora rischi che potrebbero diventare concreti da un momento all'altro. L'emergenza non è finita. Le centrali giapponesi in questo momento non sono in sicurezza. Per niente.
Guarda che io sono d'accordo con te. Però proprio stamattina dal Giappone arrivano buone notizie. Almeno così leggo dalla diretta di Repubblica.
Balleremo sui tuoi crociati

Koji_Kabuto

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Terremoto in Giappone
« Risposta #166 il: 14 Marzo, 2011, 10:53:29 am »
Ripeto, non esiste impianto "sicuro".
Dal Vajont in poi, non si può pensare di produrre energia in sicurezza se non tramite il sole.
Il problema è che gli impianti a energia solare, ad oggi, non rendono. Sono costosissimi e soprattutto insistono su proprietà private.

Quindi il discorso pende verso il nucleare...e di molto.

Offline O Libberista Missionario

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Terremoto in Giappone
« Risposta #167 il: 14 Marzo, 2011, 10:56:42 am »
Ripeto, non esiste impianto "sicuro".
Dal Vajont in poi, non si può pensare di produrre energia in sicurezza se non tramite il sole.
Il problema è che gli impianti a energia solare, ad oggi, non rendono. Sono costosissimi e soprattutto insistono su proprietà private.

Quindi il discorso pende verso il nucleare...e di molto.
Il solare funziona solo se te lo paga lo Stato! Vediamo chi è disposto a spendere 30mila euro per farsi l'impianto a casa. :redcard:
« Ultima modifica: 14 Marzo, 2011, 10:57:30 am da Brian Clough »
Balleremo sui tuoi crociati

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Terremoto in Giappone
« Risposta #168 il: 14 Marzo, 2011, 19:13:42 pm »
Vabbuò ja... Alla fine c'è sempre il complotto.
Se sei veramente ambientalista dovresti essere anche contro l'idroelettrico, poiché creare bacini artificiali può nuocere la salute dei pesci che risalgono il corso dei fiumi o di animali che vivono sulle rive dei corsi dei fiumi.
L'Eolico come il Solare occupano un sacco di spazio per produrre energia... E se il pannello solare lo puoi schiaffare praticamente ovunque (Basta lo spazio) le centrali eoliche possono essere posizionate solo in punti specifici. Io spero di riuscire un giorno a mettermi il pannello fotovoltaico sul tetto, dato che ho centinaia di metri quadrati di tetto, per risparmiare e per contribuire, ma non è la soluzione su larga scala secondo me, non oggi che i pannelli riescono a sfruttare solo parte dell'energia solare, quelli in commercio oggi hanno un efficienza quasi pari al 20%... Quelli di cui parli tu sono solo sperimentali, quindi ora è aria fritta, come parlare delle centrali a Fusione Nucleare (Che risolverebbero ogni problema energetico probabilmente)... Il modo più veloce, sicuro ed efficiente per produrre energia oggi sono le centrali a fissione nucleare.


Vincenzo non esiste il complotto?
Ti invito a guardare questo servizio delle iene.
Energia pulita affossata per far spazio al Nucleare e agli interessi di pochi.

[media]http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/214461/golia-energie-rinnovabili.html[/media]
« Ultima modifica: 14 Marzo, 2011, 19:17:47 pm da Et In Arcadia Ego »

Offline SUPERNATURAL

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Terremoto in Giappone
« Risposta #169 il: 14 Marzo, 2011, 19:16:44 pm »
439 centrali nucleari nel mondo forniscono il 5% di tutta l’energia che produciamo


Ha un tremendo impatto AmbientaleIl 70% dell’energia francese è prodotta dalle centrali elettriche nucleari. Il 40% di tutta l’acqua consumata in Francia è utilizzata per raffreddare i reattori nucleari. L’acqua riscaldata, espulsa dal reattore, inquina laghi e fiumi, già pesantemente colpiti da riscaldamento globale. Per costruire una centrale occorre una quantità enorme di cemento e la produzione di cemento è tra le causa del riscaldamento globale. Per estrarre e lavorare l’uranio fino a ricavare l’uranio arricchito da utilizzare nelle centrali, si utilizza tantissima energia. I benefici dal punto di vista ambientale, potenzialmente positivi sono di gran lunga minori se si considerano tutti i fattori che prendono parte alla produzione dell’energia nucleare.
Occorrono 7 anni per progettare una centrale nucleare e occorrono altri 7 per costruirla e per produrre energia. Poi occorrono altri 7 per recuperare l’energia spesa per costruire la centrale stessa. Quindi occorrono 20/21 anni perché una centrale nucleare diventi uno strumento produttivo. Vent’anni è decisamente un tempo troppo lungo perché siano utilizzate come soluzione al cambiamento climatico visto che la maggior parte degli scienziati concorda nell’affermare che i prossimi 8/15 anni saranno gli anni cruciali.

Ha un costo assurdo


Oggi ci sono 439 centrali nucleari nel mondo ed esse forniscono solo il 5% di tutta l’energia che produciamo. Per contrastare il cambiamento climatico l’industria nucleare si propone di produrre 20% dell’energia. Vuol dire che dovremmo mettere in costruzione 3 centrali nucleari ogni 30 giorni, anno dopo anno, per 60 anni. Ogni azienda pubblica che desidera costruire una centrale nucleare dovrà assumersi la responsabilità di smaltire i rifiuti. Dovrà accollarsi il costo di cercare una compagnia assicurativa che assicuri il reattore contro possibili incidenti. Inoltre dovrà includere nelle bollette dell’elettricità non solo i costi di costruzione delle reattore ma anche di smantellamento quando sarà inutilizzabile. Negli Usa abbiamo scoperto che lo smantellamento della centrale nucleare costa più della sua costruzione.
Quando Margaret Thatcher spinse la Gran Bretagna verso la privatizzazione del settore pubblico, mise sul mercato tutte le centrali di proprietà che aveva: a carbone, a gas e nucleari. Le vendette tutte tranne quelle nucleari, non ci fu alcuna offerta. Erano centrali già costruite e già operative ma gli investitori sapendo che avrebbero dovuto accollarsi i costi per lo smaltimento dei rifiuti e i futuri costi di smantellamento, capirono che non era un valido investimento.

L'Uranio sta finendo


Secondo l’agenzia internazionale per l’energia atomica si esaurirà nelle centrali nucleari tra il 2025-2035. Secondo l’agenzia internazionale per l’energia atomica le riserve d’uranio conosciute si esauriranno nelle centrali nucleari tra il 2025 e il 2035 e potranno garantire materiale fissile a prezzi accettabili al massimo per i prossimi ottantacinque anni, ma solo se la domanda di uranio non crescerà. E' impossibile smaltire le scorie La rivoluzione della tecnologia nucleare è iniziata sessant’anni fa e non sappiamo ancora come trasportare e smaltire gli scarti nucleari. Oggi la maggior parte delle scorie è conservata vicino alle centrali, in attesa di una soluzione per lo smaltimento. I governi sostengono che le scorie vanno sepolte in siti sotterranei molto profondi ma a tutt’oggi non esiste alcun sito funzionante. Negli Usa, sono stati spesi 18 anni e 9 miliardi di dollari per costruire un tunnel, sotto la montagna Yucca, in cui depositare i rifiuti con l’idea che ci sarebbero rimasti per 10.000 anni. Questo tunnel non è ancora aperto e sta già crollando con 10.000 anni d’anticipo…

E' altissimo il rischio di disastri nucleari

Poi c’è il problema del terrorismo, dell’uso militare e quindi del rischio disastro atomico. Sappiamo che un solo incidente sarebbe devastante: Le attività agricole della zona di Chernobyl saranno possibili solo fra duecento anni. L’aria dove esplose reattore quattro della centrale di Chernobyl sarà sicura fra 20.000 anni

ALTERNATIVE AL PETROLIO NON LEGATE AL NUCLEARE

LE ENERGIE RINNOVABILI
Ue: entro il 2020 il 33% dell’elettricità sarà prodotta da fonti rinnovabili. Ogni miliardo di dollari investito in centraline eoliche crea oltre 3000 posti di lavoro (più del triplo rispetto alle centrali a carbone a quelle nucleari).


Eolico
Tre dei 50 Stati dell’Usa, Kansas, Texas e North Dakota, hanno energia eolica potenziale a sufficienza per soddisfare l’intero fabbisogno energetico del paese. Senza nemmeno toccare le risorse eoliche degli altri 47 Stati.


Solare
L’Algeria prevede di sviluppare 6000 MW di energia solare e di esportarla verso l’Europa con cavi sottomarini. Hanno programmato ciò perché intendono continuare a esportare energia anche quando non ci sarà più petrolio. Il deserto algerino che ricopre gran parte dell’Algeria, ha un’energia solare potenziale, che, se sfruttata, potrebbe alimentare il mondo intero. L’energia solare che colpisce la terra in un’ora è sufficiente ad alimentare l’intera economia mondiale per un anno!


Geotermico
L’Indonesia a 500 vulcani di questi 131 attivi. Ciò significa che c’è un enorme potenziale di energia geotermica molto vicina alla superficie. L’Indonesia ha annunciato la pianificazione di impianti geotermici capace di produrre 6800 MW. Di questi 4000 saranno prodotti da Pertamina, la società petrolifera indonesiana. La produzione di petrolio in Indonesia ha raggiunto il picco. Le società petrolifere però, con le loro competenze di trivellazione, hanno sviluppato notevolmente le competenze in campo geotermico e sanno che l’Indonesia può sostenere l’intera economia del paese con il geotermico. In Islanda il 90% delle case riscaldato con energia geotermica.


L’Italia
L’Italia è uno dei pochi paesi che vanta la possibilità di sfruttare tutte queste energie rinnovabili a pieno. Cerca su internet un installatore di pannelli fotovoltaici/pale eoliche vicino alla tua zona e chiedi un preventivo. Con gli incentivi e i finanziamenti il costo iniziale è pari a 0, e con la vendita dell’energia prodotta e non consumata, la rata si paga da sola. Inoltre una volta ammortizzato il costo, comincerai a guadagnare dalla vendita dell’energia!


Energia in rete
In Europa si discute circa una super rete elettrica che vada dalla Norvegia all’Egitto, dal Marocco alla Siberia occidentale, che riunisca le risorse energetiche rinnovabili europee: le risorse eoliche dell’Europa nordoccidentale, le risorse solari dell’Europa meridionale del Nord Africa, le risorse geotermiche dei paesi come l’Italia la Turchia. Dobbiamo produrre energia come produciamo informazioni attraverso la rete. Creata da noi stessi, rinnovabile, distribuita e condivisibile. Questo è l’unico futuro possibile.





Fonti: “Terra Reloaded”
Dalle parole di:
Joseph Eugene Stiglitz: Nobel per l’economia 2001
Michael Pollan: Professore di Giornalismo presso la University of California
Jeremy Rifkin: Economista, attivista e saggista
Lester Russell Brown: Autore di “Plane B 3.0”
Mathis Wackernagel: Direttore di Global Footprint Network
Wolfgang Sachs: Professore al Wuppertal Institute

« Ultima modifica: 14 Marzo, 2011, 19:17:24 pm da Et In Arcadia Ego »

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Terremoto in Giappone
« Risposta #170 il: 14 Marzo, 2011, 19:18:39 pm »
439 centrali nucleari nel mondo forniscono il 5% di tutta l’energia che produciamo


Ha un tremendo impatto AmbientaleIl 70% dell’energia francese è prodotta dalle centrali elettriche nucleari. Il 40% di tutta l’acqua consumata in Francia è utilizzata per raffreddare i reattori nucleari. L’acqua riscaldata, espulsa dal reattore, inquina laghi e fiumi, già pesantemente colpiti da riscaldamento globale. Per costruire una centrale occorre una quantità enorme di cemento e la produzione di cemento è tra le causa del riscaldamento globale. Per estrarre e lavorare l’uranio fino a ricavare l’uranio arricchito da utilizzare nelle centrali, si utilizza tantissima energia. I benefici dal punto di vista ambientale, potenzialmente positivi sono di gran lunga minori se si considerano tutti i fattori che prendono parte alla produzione dell’energia nucleare.
Occorrono 7 anni per progettare una centrale nucleare e occorrono altri 7 per costruirla e per produrre energia. Poi occorrono altri 7 per recuperare l’energia spesa per costruire la centrale stessa. Quindi occorrono 20/21 anni perché una centrale nucleare diventi uno strumento produttivo. Vent’anni è decisamente un tempo troppo lungo perché siano utilizzate come soluzione al cambiamento climatico visto che la maggior parte degli scienziati concorda nell’affermare che i prossimi 8/15 anni saranno gli anni cruciali.

Ha un costo assurdo


Oggi ci sono 439 centrali nucleari nel mondo ed esse forniscono solo il 5% di tutta l’energia che produciamo. Per contrastare il cambiamento climatico l’industria nucleare si propone di produrre 20% dell’energia. Vuol dire che dovremmo mettere in costruzione 3 centrali nucleari ogni 30 giorni, anno dopo anno, per 60 anni. Ogni azienda pubblica che desidera costruire una centrale nucleare dovrà assumersi la responsabilità di smaltire i rifiuti. Dovrà accollarsi il costo di cercare una compagnia assicurativa che assicuri il reattore contro possibili incidenti. Inoltre dovrà includere nelle bollette dell’elettricità non solo i costi di costruzione delle reattore ma anche di smantellamento quando sarà inutilizzabile. Negli Usa abbiamo scoperto che lo smantellamento della centrale nucleare costa più della sua costruzione.
Quando Margaret Thatcher spinse la Gran Bretagna verso la privatizzazione del settore pubblico, mise sul mercato tutte le centrali di proprietà che aveva: a carbone, a gas e nucleari. Le vendette tutte tranne quelle nucleari, non ci fu alcuna offerta. Erano centrali già costruite e già operative ma gli investitori sapendo che avrebbero dovuto accollarsi i costi per lo smaltimento dei rifiuti e i futuri costi di smantellamento, capirono che non era un valido investimento.

L'Uranio sta finendo


Secondo l’agenzia internazionale per l’energia atomica si esaurirà nelle centrali nucleari tra il 2025-2035. Secondo l’agenzia internazionale per l’energia atomica le riserve d’uranio conosciute si esauriranno nelle centrali nucleari tra il 2025 e il 2035 e potranno garantire materiale fissile a prezzi accettabili al massimo per i prossimi ottantacinque anni, ma solo se la domanda di uranio non crescerà. E' impossibile smaltire le scorie La rivoluzione della tecnologia nucleare è iniziata sessant’anni fa e non sappiamo ancora come trasportare e smaltire gli scarti nucleari. Oggi la maggior parte delle scorie è conservata vicino alle centrali, in attesa di una soluzione per lo smaltimento. I governi sostengono che le scorie vanno sepolte in siti sotterranei molto profondi ma a tutt’oggi non esiste alcun sito funzionante. Negli Usa, sono stati spesi 18 anni e 9 miliardi di dollari per costruire un tunnel, sotto la montagna Yucca, in cui depositare i rifiuti con l’idea che ci sarebbero rimasti per 10.000 anni. Questo tunnel non è ancora aperto e sta già crollando con 10.000 anni d’anticipo…

E' altissimo il rischio di disastri nucleari

Poi c’è il problema del terrorismo, dell’uso militare e quindi del rischio disastro atomico. Sappiamo che un solo incidente sarebbe devastante: Le attività agricole della zona di Chernobyl saranno possibili solo fra duecento anni. L’aria dove esplose reattore quattro della centrale di Chernobyl sarà sicura fra 20.000 anni

ALTERNATIVE AL PETROLIO NON LEGATE AL NUCLEARE

LE ENERGIE RINNOVABILI
Ue: entro il 2020 il 33% dell’elettricità sarà prodotta da fonti rinnovabili. Ogni miliardo di dollari investito in centraline eoliche crea oltre 3000 posti di lavoro (più del triplo rispetto alle centrali a carbone a quelle nucleari).


Eolico
Tre dei 50 Stati dell’Usa, Kansas, Texas e North Dakota, hanno energia eolica potenziale a sufficienza per soddisfare l’intero fabbisogno energetico del paese. Senza nemmeno toccare le risorse eoliche degli altri 47 Stati.


Solare
L’Algeria prevede di sviluppare 6000 MW di energia solare e di esportarla verso l’Europa con cavi sottomarini. Hanno programmato ciò perché intendono continuare a esportare energia anche quando non ci sarà più petrolio. Il deserto algerino che ricopre gran parte dell’Algeria, ha un’energia solare potenziale, che, se sfruttata, potrebbe alimentare il mondo intero. L’energia solare che colpisce la terra in un’ora è sufficiente ad alimentare l’intera economia mondiale per un anno!


Geotermico
L’Indonesia a 500 vulcani di questi 131 attivi. Ciò significa che c’è un enorme potenziale di energia geotermica molto vicina alla superficie. L’Indonesia ha annunciato la pianificazione di impianti geotermici capace di produrre 6800 MW. Di questi 4000 saranno prodotti da Pertamina, la società petrolifera indonesiana. La produzione di petrolio in Indonesia ha raggiunto il picco. Le società petrolifere però, con le loro competenze di trivellazione, hanno sviluppato notevolmente le competenze in campo geotermico e sanno che l’Indonesia può sostenere l’intera economia del paese con il geotermico. In Islanda il 90% delle case riscaldato con energia geotermica.


L’Italia
L’Italia è uno dei pochi paesi che vanta la possibilità di sfruttare tutte queste energie rinnovabili a pieno. Cerca su internet un installatore di pannelli fotovoltaici/pale eoliche vicino alla tua zona e chiedi un preventivo. Con gli incentivi e i finanziamenti il costo iniziale è pari a 0, e con la vendita dell’energia prodotta e non consumata, la rata si paga da sola. Inoltre una volta ammortizzato il costo, comincerai a guadagnare dalla vendita dell’energia!


Energia in rete
In Europa si discute circa una super rete elettrica che vada dalla Norvegia all’Egitto, dal Marocco alla Siberia occidentale, che riunisca le risorse energetiche rinnovabili europee: le risorse eoliche dell’Europa nordoccidentale, le risorse solari dell’Europa meridionale del Nord Africa, le risorse geotermiche dei paesi come l’Italia la Turchia. Dobbiamo produrre energia come produciamo informazioni attraverso la rete. Creata da noi stessi, rinnovabile, distribuita e condivisibile. Questo è l’unico futuro possibile.





Fonti: “Terra Reloaded”
Dalle parole di:
Joseph Eugene Stiglitz: Nobel per l’economia 2001
Michael Pollan: Professore di Giornalismo presso la University of California
Jeremy Rifkin: Economista, attivista e saggista
Lester Russell Brown: Autore di “Plane B 3.0”
Mathis Wackernagel: Direttore di Global Footprint Network
Wolfgang Sachs: Professore al Wuppertal Institute

 :quoto:

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« Risposta #171 il: 14 Marzo, 2011, 19:26:09 pm »
Dico la mia: sono favorevole alle centrali nucleari, non alle centrali nucleari italiane.
Voi la considerereste sicura una centrale costruita dalla Impregilo? Perché da noi gli appalti li vincono sempre gli stessi. E non perché sono i migliori.
Per non parlare della gestione delle scorie radioattive, sulle quali le ecomafie si butterebbero a pesce. Va a finire che dalle nostre parti oltre alla munnezza di tutta Italia ci ritroveremo pure loro. Sotto al tappeto.

Offline Amnes

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Terremoto in Giappone
« Risposta #172 il: 14 Marzo, 2011, 20:23:20 pm »
Tu un edifico dove avviene una fissione nucleare che resiste ad un terremoto 9.0 ed a tsunami di 10 metri(la centrale sta a 20 metri dal mare) e che si guasta solo perché una pompa a diesel non ha funzionato come lo chiami?


niente di meno...

si è guastato solo per una pompa a disel...hai detto niente...no mi pare l'esempio di sicurezza più calzante :look:
« Ultima modifica: 14 Marzo, 2011, 20:23:31 pm da Amnes »



Offline Amnes

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« Risposta #173 il: 14 Marzo, 2011, 20:25:38 pm »
[size="5"]Nucleare, i dubbi dell'Europa
da Berna a Berlino stop alle centrali[/size]
Domani a Bruxelles vertice della Commissione con i responsabili del settore dei paesi Ue. La Merkel congela il prolungamento del funzionamento degli impianti. La Svizzera blocca le domande di autorizzazioni per nuove centrali. Ripensamenti e polemiche ambientaliste in Polonia e Francia

Sull'onda della tragedia giapponese, la paura del nucleare scuote l'Europa. La cancelliera Angela Merkel ha deciso di sospendere il prolungamento del ciclo di vita operativo dei 16 reattori atomici civili ancora attivi in Germania, la Svizzera ha bloccato la procedura di domanda di autorizzazione alla costruzione di tre nuovi siti, l'Austria chiede un riesame a livello europeo. E domani a Bruxelles la Commissione europea terrà un vertice con i responsabili ufficiali dei paesi Ue in possesso di centrali nucleari e con i gestori degli impianti. Lo scenario di un addio al nucleare e di una conversione il più veloce possibile della produzione energetica nel Vecchio continente, dall'atomo alle energie rinnovabili, sembra diventare sempre più realtà.

per il resto: http://www.repubblica.it/esteri/2011/03/14/news/nucleare_europa-13595435/?ref=HREA-1



Offline Starkan

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« Risposta #174 il: 14 Marzo, 2011, 20:27:14 pm »
Dico la mia: sono favorevole alle centrali nucleari, non alle centrali nucleari italiane.
Voi la considerereste sicura una centrale costruita dalla Impregilo? Perché da noi gli appalti li vincono sempre gli stessi. E non perché sono i migliori.
Per non parlare della gestione delle scorie radioattive, sulle quali le ecomafie si butterebbero a pesce. Va a finire che dalle nostre parti oltre alla munnezza di tutta Italia ci ritroveremo pure loro. Sotto al tappeto.
Concordo...

Alla fine sono in bilico sul nucleare... E' una risorsa buona se sfruttata a dovere, non ottima perché presenta molti rischi...

Comunque vorrei dire a Renato che non sono contro le altre risorse, ma fare centrali fotovoltaiche qui è assurdo, dove lo troviamo lo spazio?
Se come hai riportato tu l'Algeria ha quel progetto che lo faccia, il Deserto purtroppo non è sfruttabile, così almeno troverebbe un utilità... molto utile.

Offline Amnes

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Terremoto in Giappone
« Risposta #175 il: 14 Marzo, 2011, 20:33:14 pm »
poi Luca ha parlato di stoccaggi sotto terra di scorie nucleari che, appunto, rimarranno lì per millenni...

che bella prospettiva per il mondo futuro...


io la soluzione non ce l'ho, sia chiaro, non ho il tempo e probabilmente neanche gli strumenti per fare una stima completa di conversione dei sistemi di produzione energetici in "full renewable", ma credo che una combinazione (privata e pubblica) di geotermica, idroelettrica, solare e eolica (nonchè maree e altre) possa essere sufficiente.

parlate di corsi d'acqua deviati...ma su...cioè davvero volete confrontare un corso d'acqua deviato, un bacino artificiale con delle scorie nucleari?

andatevi un po' ad informare sui corsi fluviali nei pressi delle centrali nucleari francesi, vedrete che la contaminazione c'è ed è pure causa di molte criticità.

 http://it.wikinews.org/wiki/Incidente_nucleare_in_una_centrale_in_Francia:_acqua_contaminata_da_uranio_riversata_nei_fiumi
http://www.9online.it/blog_emergenzarifiuti/2011/02/15/nucleare-francia-difettosi-34-reattori-su-58-ancora-in-attivita/


e poi

il Vajont, per essere un po' cinici, ha fatto dei morti, purtroppo, è vero, ma almeno il territorio non è stato poi interdetto alla vita per chissà quanti anni a seguire...



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« Risposta #176 il: 14 Marzo, 2011, 20:36:56 pm »
[size="5"]Nucleare, i dubbi dell'Europa
da Berna a Berlino stop alle centrali[/size]
Domani a Bruxelles vertice della Commissione con i responsabili del settore dei paesi Ue. La Merkel congela il prolungamento del funzionamento degli impianti. La Svizzera blocca le domande di autorizzazioni per nuove centrali. Ripensamenti e polemiche ambientaliste in Polonia e Francia

Sull'onda della tragedia giapponese, la paura del nucleare scuote l'Europa. La cancelliera Angela Merkel ha deciso di sospendere il prolungamento del ciclo di vita operativo dei 16 reattori atomici civili ancora attivi in Germania, la Svizzera ha bloccato la procedura di domanda di autorizzazione alla costruzione di tre nuovi siti, l'Austria chiede un riesame a livello europeo. E domani a Bruxelles la Commissione europea terrà un vertice con i responsabili ufficiali dei paesi Ue in possesso di centrali nucleari e con i gestori degli impianti. Lo scenario di un addio al nucleare e di una conversione il più veloce possibile della produzione energetica nel Vecchio continente, dall'atomo alle energie rinnovabili, sembra diventare sempre più realtà.

per il resto: http://www.repubblica.it/esteri/2011/03/14/news/nucleare_europa-13595435/?ref=HREA-1

A proposito di Germania e di energia nucleare, mi viene in mente un episodio raccontato in "Faccia da turco", libro-inchiesta di Gunter Wallraff, giornalista tedesco che si finse turco per poi raccontare come vivevano ed erano sfruttati in Germania gli immigrati turchi (ecco una piccola presentazione del libro: http://www.ibs.it/code/9788879370431/wallraff-gunter/faccia-turco-laquo;infiltrat.html). Raccontò, tra le altre cose, di essere stato reclutato per un lavoro in una centrale nucleare in cui c'era stato un guasto. Finito il lavoro sarebbe stato pagato e sarebbe dovuto sparire dalla circolazione, in modo che quando i danni causati dall'esposizione alle radiazioni si sarebbero manifestati nessuno avrebbe potuto collegare i suoi futuri malesseri con la centrale nucleare tedesca.

Noi tremiamo pensando a come si costruirebbero e gestirebbero le centrali nucleari in Italia, ma anche in altri paesi europei ci sono magagne che fanno inorridire. Scherziamo con il fuoco: è proprio il caso di dirlo.

Offline Starkan

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« Risposta #177 il: 14 Marzo, 2011, 20:38:09 pm »
Mo si dice che c'è il pericolo della fusione del nocciolo...

Offline Paolo861

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« Risposta #178 il: 14 Marzo, 2011, 20:41:58 pm »
Le abbiamo chiuse nell'86, due mesi dopo Chernobyl.
E' da ignorante (non mi riferisco a voi eh...) dire che il Nucleare non sia una energia pulita.
Napoli ha avuto l'Italsider per 80 anni e nisciun ha ciatat. Ha avuto le raffinerie a San Giovanni per 100 anni e nisciun ha ciatat.
Le raffinerie a San Giovanni sono esplose, perché il bitume prende fuoco facilmente. Oggi facciamo corrente..(detto terra terra..) grazie al petrolio.
In alternativa c'è l'idroelettrico e mi pare che dopo il Vajont, nisciun abbia ciatato.
Le risorse "alternative" che dite voi, evidentemente senza aver mai preso in mano un Piano energetico Nazionale, sono insufficienti e soprattutto energeticamente poco valide.
Per il fotovoltaico ci vorrebbero tonnellate di pannelli su ogni tetto, a spese dei privati. Ditemi voi se è possibile. E poi, di inverno produrrebbe neanche un sesto dell'energia richiesta.
L'eolico oltre a deturpare l'ambiente è rumoroso. State voi sotto un impianto a pale eoliche per più di 10 minuti...e poi non siamo cazzi di fare una discarica, facciamo un Parco eolico? Già vedo gli ambientalisti stesi sulle autostrade. E poi, dove cazzo sta tutto sto vento in Italia? Viviamo su Giove con venti a 800Km/h?

E' come quello che considera "pulita" l'auto elettrica. Con l'elettricità prodotta dal petrolio e dal carbone.

L'unica alternativa è il nucleare. Pochi cazzi.
:handclap: :handclap: :handclap:

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Terremoto in Giappone
« Risposta #179 il: 14 Marzo, 2011, 20:45:39 pm »
Mo si dice che c'è il pericolo della fusione del nocciolo...

I guasti alle centrali nucleari non sono mai completamente gestibili dagli esseri umani, purtroppo, ma si fa sempre finta che non sia così. Checché ne dicano tutti quelli che sono favorevoli all'energia nucleare: l'unica centrale nucleare veramente sicura è solo quella che non si costruisce. Puoi avere anche i più grandi esperti del mondo a disposizione, ma c'è un tasso di aleatorietà purtroppo sempre esageratamente alto e i benefici sono veramente troppo poco se rapportati ai danni incalcolabili che si possono provocare per millenni non solo alle popolazioni locali, ma a popoli sparsi per il mondo.

Non ho la soluzione in tasca, ma le centrali nucleari mi hanno sempre fatto paura e dopo Chernobyl mi spaventano ancora di più.

Le inziali dichiarazioni tranquillizzanti del governo giapponese sono apparse subito troppo ottimistiche ad esperti occidentali, fra i quali ho già menzionato in un post precedente uno studioso francese (http://www.repubblica.it/esteri/2011/03/13/news/nucleare_le_paura_dopo_lo_tsunami_l_esperto_tokyo_non_dice_la_verit-13567241/). Tieni conto che ci saranno ancora scosse di assestamento e che i danni alle centrali potrebbero aumentare. Io sono molto preoccupato e non solo per i giapponesi, ai quali va tutta la mia solidarietà.
« Ultima modifica: 14 Marzo, 2011, 20:47:29 pm da peppemassa »