Si cerca di fare chiarezza sulla tragica scomparsa di Raffaella Scudiero, la giovane coinvolta in un incidente avvenuto nella mattinata di due giorni fa alla periferia di Acerra. Dalle prime analisi condotte dalla polizia municipale, la dinamica dell’impatto non sembrerebbe compatibile con un incidente mortale. Le riprese delle telecamere di sorveglianza presenti nella zona mostrano che la ventiseienne ha effettuato un sorpasso azzardato, così come la Fiat Panda che ha tentato una svolta a sinistra. Tuttavia, la collisione tra i due veicoli non appare particolarmente violenta, né lo è stato l’urto della Citroën C3 contro il marciapiede, dove l’auto ha terminato la sua corsa.
Nella giornata di oggi potrebbe essere eseguita l’autopsia per determinare con esattezza la causa del decesso di Raffaella, che ha riportato una profonda ferita alla gola con una copiosa perdita di sangue. Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti c’è quella che la giovane sia stata colpita da schegge provenienti dal volante dopo l’esplosione dell’airbag. Sempre oggi, la Procura di Nola, che sta coordinando l’inchiesta, designerà non solo il medico legale incaricato dell’esame autoptico, ma anche un esperto che analizzerà la dinamica dell’incidente e le condizioni tecniche del veicolo, attualmente sotto sequestro.
La Citroën C3 su cui viaggiava la vittima era stata acquistata dalla madre lo scorso aprile ed era tra i modelli soggetti a una campagna di richiamo della casa automobilistica. Il motivo? Un difetto all’airbag, considerato potenzialmente pericoloso per i conducenti. Citroën ha infatti richiamato oltre 600mila auto tra Europa, Medio Oriente e Nord Africa a causa di questo componente difettoso, prodotto dall’azienda giapponese Takata. In una comunicazione inviata nel maggio 2024 ai proprietari di Citroën C3 e DS3 fabbricate tra il 2009 e il 2019, si avvertiva del rischio di «gravi lesioni o morte» legato a un malfunzionamento del sistema di gonfiaggio. Nella lettera, inoltre, si raccomandava di non utilizzare l’auto fino alla sostituzione del pezzo difettoso.
L’auto sulla quale viaggiava Raffaella rientrava tra quelle soggette al richiamo, ma non è ancora chiaro se la proprietaria avesse ricevuto l’avviso inviato da Stellantis, il gruppo automobilistico a cui appartiene il marchio Citroën. Un’ulteriore complicazione deriva dal fatto che la vettura, immatricolata nel 2009, ha cambiato proprietario ben cinque volte ed è stata rivenduta attraverso quattro diverse concessionarie.